NAPOLI – “E’ finito in carcere l’imprenditore di Vico Equense, già ai domiciliari per altri reati, che istruiva e imponeva al fidanzatino 12enne della figlia di commettere atti criminali. Nel caso in cui l’adolescente si fosse rifiutato la conseguenza sarebbe stata l’uccisione e il corpo gettato in un pozzo. Una storia da brividi, una vera manipolazione e lavaggio del cervello ai danni di un minore. Questo accade negli ambienti criminali, dove il marcio neutralizza i sentimenti più naturali come quelli della protezione per i figli dai pericoli. In certi contesti accade il contrario di ciò che contraddistingue una famiglia normale, i giovanissimi vengono ben presto istruiti alla violenza e alla malavita. Tanti i casi in cui giovani vite hanno pagato le conseguenze di scelte fatte e imposte dai genitori. Ci battiamo da sempre per ottenere che i minori siano educati lontano dagli ambienti criminali familiari. Spesso i delinquenti utilizzano i bambini perché sanno che non sono punibili. Per questo chiediamo che chi si macchia di questa colpa debba essere punito con il doppio della pena. Così come vanno puniti i genitori che ignorano totalmente quello che fanno i figli quando non sono a casa”. Lo ha detto Francesco Emilio Borrelli, consigliere regionale di Europa Verde.

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