Due alberi crollati nel cuore del centro storico di Napoli.
Nessun ferito, per fortuna.
Ma il simbolo è chiaro: una piazza amata e curata è stata lasciata sola.
E chi l’ha sempre difesa e valorizzata oggi si trova a combattere una battaglia che va oltre le sue forze.
Fabrizio Caliendo, imprenditore e proprietario del celebre Kestè, non è un uomo qualunque: è un custode della cultura, della bellezza e della comunità.
Da vent’anni presidia la piazza con eventi, musica, iniziative culturali e artistiche, con un unico obiettivo: creare bellezza, aggregazione e armonia in un luogo simbolo della città.
Non ha mai avuto paura di affrontare criminalità, degrado o indifferenza delle istituzioni.
Oggi però ha bisogno di competenze legali che non possiede, per difendere sé stesso, la sua attività e il territorio che rappresenta.
L’appello è chiaro: cerca un avvocato civilista esperto, subito disponibile, per affrontare contenziosi con la Pubblica Amministrazione, questioni di sicurezza urbana e tutela dei cittadini e delle attività commerciali.
“Gli alberi stavano per cadere. Nessuno ha ascoltato”
Il crollo degli alberi è solo l’ultimo episodio di una lunga battaglia contro l’inerzia delle istituzioni. Caliendo e l’associazione Artéteka Piazza Resistente avevano segnalato più volte lo stato di pericolo e richiesto manutenzione urgente. Tutto ignorato.
Paradossalmente, l’amministrazione ha annullato il protocollo di affidamento del 2009, impedendo a cittadini e imprenditori di prendersi cura della piazza. «Ci hanno intimato di non fare nulla. Oggi gli alberi sono morti. Avrebbe potuto essere una tragedia».
Un uomo che non ha mai avuto paura
La piazza è un terreno complesso: furti, risse, minorenni a rischio, movida incontrollata. Caliendo ha agito sempre in prima persona, sventando un furto, bloccando aggressori e persino riportando ferite tentando di sedare risse. Non ha mai esitato davanti al pericolo.
Ma anche un eroe ha bisogno di strumenti: «Non posso più difendermi da solo. Ho bisogno di un avvocato esperto. La mia sicurezza, la mia attività e la mia comunità dipendono da competenze legali che non possiedo».
Testimone di giustizia e imprenditore coraggioso
Caliendo è testimone di giustizia: anni fa denunciò i suoi estorsori, contribuendo al loro arresto. Ha vinto una sentenza storica contro il Ministero dell’Interno, ma il ricorso ha prolungato il contenzioso per anni, bloccando il risarcimento. Nonostante tutto, non ha mai smesso di dedicarsi alla cultura e alla comunità.
«Ho perso capitali per colpa della criminalità e non li ho recuperati dallo Stato. Eppure continuo a costruire bellezza e aggregazione nella piazza», racconta.
Progetti culturali ignorati: la bellezza ignorata dalle istituzioni
Progetti come Riparthemope, Un Palco per Pino, Speaker’s Corner e Bunker Point hanno animato per anni la piazza e la città, ma l’amministrazione li ha ignorati. «Abbiamo creato eventi, aggregazione, arte, musica, momenti di comunità. Tutto ignorato. Il potere parla solo al potere. Noi siamo invisibili».
L’appello urgente
Oggi l’imprenditore lancia un appello chiaro e urgente: serve un avvocato subito, con competenze in:
•diritto civile e contenziosi con la Pubblica Amministrazione
•sicurezza urbana e tutela dei cittadini
•protezione delle attività commerciali
•supporto a testimoni di giustizia
«Non posso più affrontare tutto da solo. Ho bisogno di competenze che non possiedo, per continuare a proteggere il Kestè, la mia vita e la piazza che amo».
Kestè e la battaglia per la piazza
Per la prima volta, Caliendo ammette di aver messo in vendita il Kestè: «Non voglio farlo, ma non reggo più da solo. Mi serve un socio forte o fondi per continuare la battaglia».
Gli alberi caduti diventano simbolo di ciò che accade quando una comunità e i suoi custodi non vengono ascoltati. Ma anche un eroe può continuare a lottare, se supportato dagli strumenti giusti.
«Questa piazza è bellezza, cultura, comunità. E io non smetterò mai di difenderla. Ma ora ho bisogno di un avvocato, e ho bisogno che arrivi subito».

















