“Il prossimo 28 febbraio 2026 chiuderà la storica mensa ferroviaria di Napoli Centrale”. E’ quanto affermano Angelo Lustro, Massimo Aversa e Pierino Ferraiuolo, rispettivamente segretari generali di Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti. “La comunicazione – riferiscono i sindacalisti – è arrivata da Ferservizi, società del Gruppo FS che gestisce il servizio per conto di RFI. Una decisione improvvisa e inaccettabile che mette a rischio 12 posti di lavoro e cancella un presidio sociale da anni al servizio della città”.
“La mensa, gestita dalla società Elior – sottolineano Lustro, Aversa e Ferraiuolo – non è soltanto un punto di ristoro per il personale ferroviario, ma un luogo di riferimento quotidiano per studenti, lavoratori, cittadini e turisti. Un servizio accessibile, dignitoso, con pasti caldi e prezzi calmierati. Un vero e proprio servizio pubblico di prossimità, che ha saputo coniugare qualità, accoglienza e funzione sociale. Non sono ancora chiare le ragioni della chiusura, né quale sarà la futura destinazione dei locali. Ma è chiaro che non possiamo assistere in silenzio a una scelta che colpisce le lavoratrici e i lavoratori e priva la collettività di un bene comune”.
“Come Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti della Campania – aggiungono i tre segretari – rivolgiamo un appello urgente a RFI, Ferservizi e alle Istituzioni locali e regionali affinché si garantisca la continuità del servizio, anche attraverso un nuovo affidamento o una manifestazione di interesse pubblica; si tutelino tutti i livelli occupazionali, salvaguardando l’esperienza e la professionalità dei 12 lavoratori coinvolti; si valorizzi la funzione sociale della mensa, evitando che venga abbandonata o trasformata in altro senza confronto”.
“Non possiamo accettare – concludono Lustro, Aversa e Ferraiuolo – che si chiuda un presidio di lavoro e dignità, senza trasparenza né tutele. Il lavoro e i bisogni delle persone vengono prima di ogni logica economica. Come Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti saremo al fianco dei lavoratori, pronti a mobilitarci per difendere diritti, occupazione e servizi per la comunità”.
Mensa ferroviaria: Filcams Cgil, no alla chiusura senza confronto, a rischio il lavoro e un servizio essenziale per la città
“La decisione di Ferservizi di comunicare alla società Elior la chiusura della mensa ferroviaria di Napoli a partire dal prossimo 28 febbraio, senza fornire alcuna motivazione e senza avviare un confronto preventivo con le organizzazioni sindacali, rappresenta un atto grave e irresponsabile che mette a rischio il futuro occupazionale di 15 lavoratrici e lavoratori”. Così in una nota la Filcams Cgil di Napoli.
“Si tratta – precisa il sindacato – di personale che da oltre trent’anni garantisce un servizio fondamentale di ristorazione ai dipendenti ferroviari, agli uffici di Piazza Garibaldi e ai viaggiatori della stazione di Napoli Centrale, svolgendo una funzione sociale di grande valore per l’intera città. Nonostante le ripetute richieste avanzate dalle segreterie territoriali e nazionali per l’apertura di un tavolo di confronto con Ferservizi e RFI, ad oggi non è pervenuto alcun riscontro. Un silenzio inaccettabile di fronte a una scelta che rischia di tradursi in licenziamenti e nella cancellazione di un presidio sociale storico, senza alcuna assunzione di responsabilità da parte delle aziende coinvolte”.
“La Filcams Cgil di Napoli – prosegue il comunicato – ribadisce con forza di essere al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori della mensa e rivolge un appello urgente a RFI, Ferservizi e alle istituzioni locali affinché si intervenga immediatamente per garantire la continuità del servizio, anche attraverso un nuovo affidamento o una manifestazione di interesse pubblica, tutelare tutti i livelli occupazionali salvaguardando competenze, professionalità ed esperienza maturate negli anni e valorizzare la funzione sociale della mensa, evitando che venga dismessa o riconvertita senza un reale e preventivo percorso di confronto e condivisione”.
“La Filcams Cgil di Napoli – conclude la nota – non accetterà che, ancora una volta, siano le lavoratrici e i lavoratori a pagare il prezzo di decisioni unilaterali e prive di trasparenza e avvierà la mobilitazione fino a quando non verranno fornite risposte chiare e concrete a chi oggi rischia il posto di lavoro”.















