L’antica anima di Napoli, il suo Centro Storico patrimonio UNESCO, è oggi un luogo di profonda crisi, soffocato da un contagio di degrado, vandalismo e disperazione dilagante. Le ferite inflitte al cuore della città hanno superato il limite della sopportazione, lasciando i napoletani preda della vergogna e i turisti travolti dall’amarezza. “Pieno centro storico. I turisti si lamentano. I napoletani si vergognano – Napoli in balia della decadenza,” è il grido di allarme che echeggia tra i vicoli, riassumendo perfettamente lo scenario.
La prima e più evidente denuncia riguarda l’invasione violenta dei graffiti abusivi, che hanno trasformato il patrimonio architettonico in una tela volgare. Murales e tag sfregiano senza pietà palazzi storici, ingressi monumentali e balconate antiche, come testimoniano impietosamente le immagini. Quelle che un tempo erano ‘mmura antiche e cchiù carnale’, oggi sono costrette a indossare gli abiti del vandalismo, umiliate da scritte che ne cancellano la millenaria dignità. Non si salvano facciate, portali o blocchi di tufo, imbrattati in un atto di inciviltà che offende la storia e l’identità profonda di Napoli.
A questa piaga estetica si somma il dramma del degrado materiale e umano. Il centro è puntellato da cumuli di monnezza che strabordano dai cassonetti, trasformando angoli cruciali in ricettacoli di sporcizia. Un quadro di disordine e inciviltà che si fonde con la visibile disperazione dei clochard, costretti a vivere e dormire in condizioni inaccettabili in pieno giorno, a pochi passi dai flussi turistici, come documentato nel video e nelle foto. Questa miscela esplosiva di sporcizia, abbandono e marginalità sociale rappresenta il biglietto da visita che la città, nella sua decadenza, offre a chi arriva, mortificando residenti e attività commerciali.
Di fronte a questo scenario, il deputato di Alleanza Verdi-Sinistra, Francesco Emilio Borrelli, tuona con fermezza, definendo il degrado non un incidente, ma il “risultato diretto della strafottenza e della mancanza di controlli.” Borrelli respinge gli slogan vuoti di chi si riempie la bocca con il “Difendo la città”, quando poi i fatti omettono il dovere civico. Il suo intervento non si limita alla condanna del vandalismo, ma abbraccia l’emergenza sociale:
“Il degrado del centro storico non è un incidente, ma il risultato diretto della strafottenza e della mancanza di controlli. La drammatica presenza di persone senza dimora, costrette a giacere tra i rifiuti, è il segno di un fallimento strutturale dell’assistenza sociale. Non si tratta solo di decoro, ma di una emergenza umanitaria! Questi fratelli e sorelle non possono vivere così: servono nuove strutture di accoglienza, servizi dedicati e un percorso di reinserimento dignitoso che restituisca loro la persona prima che il cittadino. Ignorare questa sofferenza significa abdicare al senso stesso di comunità e civiltà.”
La sua richiesta, pertanto, è chiara e strutturale su tutti i fronti: non bastano “pulizie spot,” ma urge un potenziamento massiccio della vigilanza da parte delle Forze dell’Ordine e della Polizia Locale, per garantire la certezza della pena per chi deturpa. È indispensabile l’installazione e la manutenzione di un sistema di videosorveglianza efficiente e capillare. Borrelli conclude assicurando che la battaglia continuerà, perché i monumenti “non sono tele per graffiti né bidoni per i rifiuti,” e una città che merita “amore incondizionato” deve difendersi ogni giorno, sia dal vandalismo che dall’abbandono umano.

















