NAPOLI – “La crisi delle edicole di giornali, che da tempo ha investito l’intero paese, ha toccato negli ultimi anni anche il capoluogo partenopeo e, in particolare, il quartiere collinare del Vomero, dove tali strutture avevano trovato, negli anni passati, un notevole sviluppo, al punto che, in una delle strade principali, via Scarlatti, nel tratto di poche centinaia di metri che da piazza Vanvitelli arriva all’incrocio con via Luca Giordano, si registra la presenza di ben quattro chioschi addetti a tale vendita “. A tornare sull’argomento, alla luce del recente provvedimento con il quale solo 23 edicole presenti sul territorio cittadino, a partire dal 29 marzo scorso, possono rilasciare alcuni certificati anagrafici e di stato civile, nell’ambito della diffusione della digitalizzazione dei servizi al cittadino, è Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari, già presidente della Circoscrizione Vomero.

“In verità – afferma Capodanno – diverse edicole hanno già abbassato le saracinesche da mesi se non da anni, laddove però i manufatti sono ancora al loro posto. Tra le altre, solo per esemplificare, vi sono due edicole storiche, quella in via Morghen, nei pressi dell’incrocio con via Scarlatti e quella posta in quest’ultima strada, nei pressi della stazione superiore della funicolare di Chiaia. Per tali edicole ovviamente occorrono provvedimenti ben diversi da quelli fin qui assunti, al fine di consentirne la riapertura e il loro riutilizzo”.

“Peraltro – puntualizza Capodanno -, a livello nazionale, attraverso ricerche effettuate su internet, in base al dato di Unioncamere del 2019, sul territorio nazionale sono rimaste solo 14.626 edicole, con un calo di 3.733 rispetto ai dieci anni precedenti. In base a tali dati la regione Campania si attesta al quinto posto con 1.131 edicole dopo Lombardia, Lazio, Emilia Romagna e Toscana “.

“La situazione si è poi ulteriormente aggravata nel periodo della pandemia – sottolinea Capodanno – Infatti, in base ai dati pubblicati a ottobre 2020 sul sito della Fenagi, la federazione nazionale giornalai, erano ben duemila le edicole che in tale periodo avevano chiuso senza più riaprire, con un mercato delle vendite di giornali che tra il giugno 2019 e il giugno del 2020 era crollato del 25%, laddove nel solo mese di ottobre 2020, le vendite, rispetto a allo stesso mese dell’anno precedente, erano crollate dell’ 11% “.

“A Napoli – propone Capodanno -, per rivitalizzare il settore, si potrebbe pensare a una riconversione, come già fatto, con ottimi risultati, in altre realtà urbane, attraverso una trasformazione in “edicole sociali”. Una tale soluzione risulta già in fase avanzata in città come Milano, Torino e Genova, per citarne alcune, potenziando la funzione delle edicole attraverso l’attivazione di progetti di prossimità e di welfare. Non solo dunque con la possibilità di poter richiedere alcuni certificati, che peraltro, nel capoluogo partenopeo, al momento riguarda solo 23 edicole, davvero poche per le dieci municipalità nelle quali è suddiviso il territorio comunale, ma anche utilizzando le edicole come dei veri e propri info-point a servizio dei residenti ma anche dei turisti “.

“Appare comunque di tutta evidenza – conclude Capodanno – che, a salvaguardia dell’intero comparto, occorre intervenire presto e bene dal momento che le misure assunte di recente a Napoli, pur costituendo un primo passo, appaiono del tutto insufficienti per la soluzione del problema , in particolare per le numerose edicole che restano allo stato chiuse “.

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