NAPOLI (Di Anna Calì) – Il Natale a Napoli è partito con l’accensione ufficiale avvenuta domenica 16 novembre, eppure, nella zona collinare le luminarie sono ancora legate agli alberi. Da Palazzo San Giacomo, ci avevano assicurato e rassicurati che avrebbero provveduto immediatamente a farle disinstallare e installare nuovamente, garantendo un intervento rapido, completo e rispettoso delle norme di sicurezza.
Invece, passeggiando per le strade collinari, si scopre che i vecchi impianti sono rimasti esattamente dove si trovavano: avvolti ai rami degli alberi, con cavi e tiranti ancora stretti intorno a tronchi già provati dalle intemperie.
Nell’area collinare, infatti, il patrimonio arboreo versa in condizioni già critiche, carichi aggiuntivi, come quelli legati alle luminarie, possono rappresentare un ulteriore fattore di stress. Una raffica di vento o una pioggia più intensa potrebbero trasformare il peso dei cavi in una trazione pericolosa.
In caso di caduta, le conseguenze sarebbero drammatiche per chiunque si trovasse a passare nelle vicinanze: automobilisti, pedoni, bambini, famiglie. È lo scenario che nessuno vuole immaginare, ma che diventa più concreto ogni giorno in cui gli impianti restano dove non dovrebbero essere.
Ma c’è anche un altro rischio, che forse non è stato preso in considerazione: quello elettrico. L’elettricità posizionata a contatto con rami di legno e fogliame può trasformarsi in un pericolo serio. Le guaine che ricoprono i fili, esposte al vento, pioggia e sbalzi termici, possono lacerarsi o perdere elasticità. E tenendo conto delle folte chiome degli alberi della zona collinare, basterebbe un piccolo cortocircuito per innescare un principio d’incendio. Un fuoco che, tra rami secchi e foglie accumulate, troverebbe terreno fertile per propagarsi rapidamente, rendendo la gestione dell’emergenza estremamente complessa.
Ed è qui che torna l’immagine più amara dell’intera vicenda. Ci sono cascati di nuovo, per citare Achille Lauro. Già, perché tra le luci brillanti che inaugurano il Natale e le scenografie curate che animano il centro cittadino, resta un’ombra evidente e difficile da ignorare: quella di un intervento che non è stato eseguito, nonostante fosse stato annunciato con fermezza, quasi come una promessa di discontinuità rispetto al passato.
Un impegno presentato come prioritario e urgente, necessario per correggere errori già commessi negli anni scorsi, che oggi appare disatteso nei fatti. Non è solo una questione tecnica: è una questione di fiducia. Perché quando un’amministrazione parla di sicurezza, quando rassicura i cittadini su impianti elettrici e alberature, quella promessa diventa parte del patto tra istituzioni e comunità.
E allora quella frase, ci siamo cascati di nuovo, non è solo un riferimento musicale, ma una fotografia precisa del clima che si respira in molti quartieri della città: la percezione di essere di fronte a una ripetizione ciclica degli stessi problemi, delle stesse omissioni, delle stesse rassicurazioni che poi, alla prova dei fatti, non trovano riscontro sul territorio.
Così Napoli si ritrova, ancora una volta, con due facce: quella luminosa delle feste, che incanta cittadini e turisti, e quella meno scintillante fatta di interventi mancati, manutenzioni rinviate e rischi che rimangono lì, sospesi… proprio come le luci sugli alberi.

















