Da circa due anni i nipoti del grande Antonio De Curtis, in arte Totò, avrebbero avviato una serie di azioni legali e lettere di “negoziazione” indirizzate a numerosi commercianti napoletani, ma anche del resto d’Italia, che utilizzano il nome o il volto dell’attore sui propri prodotti artigianali e commerciali. Una vicenda a dir poco singolare in città, dove l’immagine di Totò rappresenta un simbolo identitario e culturale. Le missive chiedono risarcimenti economici, che arrivano anche a decine di migliaia di euro a commerciante, per gli anni di utilizzo del nome e dell’immagine dell’artista. Della vicenda se ne stanno occupando il deputato di AVS Francesco Emilio Borrelli e l’avvocato Antonio Borrelli, che tutela diversi commercianti.
“Mi chiedo come si sia arrivati a questo – commenta il deputato Francesco Emilio Borrelli – Totò in vita non ha mai chiesto un centesimo a nessuno per l’uso del suo nome, e nemmeno sua figlia Liliana si è mai sognata di farlo. Ora, persone che praticamente non hanno alcun legame reale con Napoli, che vivono a Roma, una addirittura nata a Johannesburg, chiedono risarcimenti milionari a chi, con amore e rispetto, porta avanti un’eredità culturale immensa. Chi riceve queste lettere semplicemente smette di produrre quegli oggetti, smette di raccontare e celebrare Totò. È così che si condanna all’oblio uno dei più grandi simboli della nostra città. Questi artigiani, questi commercianti, hanno di fatto creato un museo diffuso in memoria di Totò, museo che, ricordiamo amaramente, ancora non esiste in città. Forse i nipoti si sarebbero potuti preoccupare di questo, di creare un’attività museale che renda giustizia alla memoria del nonno, invece di questo non si sono interessanti, mentre hanno deciso di inviare lettere di mediazione attraverso i loro avvocati. È una vicenda a dir poco singolare che combatteremo con forza, perché Totò appartiene al popolo napoletano e alla sua storia, non a chi oggi ne fa una questione di incassi.” Conclude Borrelli.














