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Napoli, rapina al corso Umberto

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Ieri sera verso le 20 i carabinieri della compagnia Napoli Stella sono intervenuti al Corso Umberto I angolo via Lorenzo Fazzini. Poco prima una ragazza 28enne mentre passeggiava sarebbe stata avvicinata da un individuo che le strappava lo smartphone che aveva tra le mani per poi fuggire.
Indagini in corso da parte dei Carabinieri che stanno acquisendo i filmati dai sistemi di videosorveglianza presenti in zona.

Nelle ultime settimane Napoli è stata attraversata da una serie di gravi episodi criminali che interessano diverse aree della città.

Nella zona del Frullone, tra Capodimonte e Chiaiano, si registra una recrudescenza di rapine ai danni di automobilisti. I colpi si sono verificati in particolare agli incroci semaforici di via Nuova San Rocco, piazza San Rocco, via Vecchia San Rocco e all’incrocio del Frullone tra via Emilio Scaglione e via Marco Rocco di Torrepadula. Le modalità sono ricorrenti: soggetti a bordo di scooter, con il volto coperto e armati di pistola, entrano in azione anche in pieno pomeriggio, approfittando delle auto ferme al semaforo. In alcuni casi sarebbero stati presi di mira più veicoli in successione. Le indagini sono in corso anche attraverso l’analisi dei sistemi di videosorveglianza.

Nel centro cittadino, nella notte tra l’11 e il 12 dicembre, si è verificata una sparatoria nell’area compresa tra piazza Carolina e piazza del Plebiscito, a ridosso della Prefettura. Per questi fatti sono stati emessi provvedimenti cautelari nei confronti di sette giovanissimi, molti dei quali minorenni, appartenenti a due gruppi contrapposti provenienti dai Quartieri Spagnoli e dalla zona del Pallonetto. Le indagini, coordinate dalla Procura per i minorenni e dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, indicano che i partecipanti al raid armato sarebbero in numero maggiore e che le attività investigative sono tuttora in corso.

Secondo quanto emerso, il gruppo dei Quartieri Spagnoli coinvolto nei fermi è lo stesso ritenuto responsabile dell’agguato avvenuto lo scorso settembre, che portò al grave ferimento di Umberto Catanzaro, deceduto nel novembre successivo dopo settimane di ricovero. Allo stato attuale, ai giovani fermati per la sparatoria di dicembre non viene contestata alcuna responsabilità diretta per quella morte.

«Quello che sta accadendo a Napoli ha le caratteristiche di una vera e propria guerra. Una guerra combattuta con pistole, rapine armate, sparatorie tra bande e minorenni che si muovono come criminali adulti. Pensare di affrontare tutto questo solo con qualche controllo in più significa non aver capito la gravità della situazione.

Accanto a un rafforzamento immediato e costante della presenza delle forze dell’ordine, serve un deciso irrigidimento delle pene, anche per i minori coinvolti in reati gravi. Chi impugna un’arma, chi rapina, chi spara, non può continuare a sentirsi intoccabile perché giovane.

Allo stesso tempo è indispensabile avviare un vero piano rieducativo, concreto ed efficace, che non sia uno slogan ma un percorso reale, capace di strappare i ragazzi alla criminalità prima che diventino delinquenti professionisti.

Ma tutto questo deve avvenire mentre si protegge chi oggi è più esposto: cittadini, famiglie, lavoratori e studenti. La sicurezza delle persone perbene viene prima di tutto. Lo Stato deve tornare a essere presente, visibile e inflessibile, perché a questa guerra non si può rispondere con la rassegnazione».- il commento del deputato di alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli.

“Se non arriveranno risposte rapide – concludono Borrelli e Mincione – sosterremo le iniziative di protesta dei genitori, perché garantire scuole riscaldate non è un favore ma un dovere delle istituzioni”.

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