NAPOLI – Nella mattinata odierna si è svolta, organizzata dalla Prefettura, dal Comune di Napoli, dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli e dal Consolato Generale degli Stati Uniti d’America a Napoli, una cerimonia in memoria delle vittime dell’attentato terroristico avvenuto ad opera dell’Armata Rossa Giapponese (JRA) il 14 aprile 1988 davanti all’USO club- circolo militare statunitense- in via Calata San Marco.
La prima parte, tenutasi nel rispetto delle prescrizioni anti-contagio, con una cerimonia, presso il luogo dell’attentato, ha visto l’apposizione di una targa commemorativa e la deposizione di corone d’alloro per ricordare le vittime.
In Calata San Marco erano presenti il Sindaco e il Prefetto di Napoli, l’Assessore alla Sicurezza, Legalità e Immigrazione della Regione Campania, il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli, il Console Generale degli Stati Uniti d’America a Napoli, il Decano dei Consoli, il Questore, il Comandante Provinciale dell’Arma dei Carabinieri, il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza e il Comandante Naval Support Activity Naples.
La seconda parte si è svolta presso il Palazzo del Governo con un webinar, aperto ad una platea di invitati, con interventi di diverse personalità che, oltre a ricordare i tragici eventi del 14 aprile 1988, hanno affrontato la tematica del terrorismo.
Il Prefetto, Marco Valentini, ha sottolineato che, a distanza di 33 anni dalla strage, il ricordo delle vittime è ancora vivo, così come la ferita inferta alla città di Napoli.
Si è proceduto, poi, alla lettura dei nomi delle cinque caduti innocenti nell’attentato.
Il Sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, ha evidenziato che l’iniziativa odierna sancisce la memoria della città di quel crudele e terribile evento e contribuisce a rinsaldare le relazioni e la forte e leale collaborazione tra Italia e Stati Uniti.
L’Assessore regionale alla Sicurezza, Legalità e Immigrazione, Mario Morcone, ha ricordato come l’attentato del 1988 si sia verificato in un difficile momento storico in cui l’Italia ha dovuto affrontare la minaccia terroristica e ha riferito del massimo impegno della Fondazione Polis – strumento operativo della Regione Campania nell’ambito del sostegno alle vittime innocenti della criminalità organizzata e del terrorismo – nei confronti dei familiari degli scomparsi nella circostanza oggi ricordata.
Il Professor Marco Lombardi, ordinario di Sociologia all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, è intervenuto con un’accurata analisi ed un’approfondita contestualizzazione dei fatti del 14 aprile 1988, avvenuti ad opera dell’Armata Rossa Giapponese. Ha sottolineato, altresì, l’importanza del ricordo che testimonia la consapevolezza sociale e culturale dell’accaduto da parte della popolazione napoletana.
Il Capo della Polizia Lamberto Giannini ha ricordato che la conoscenza dell’evento assume importanza fondamentale non solo per la considerazione che meritano le vittime ma anche per riannodare i fili che conducono ai giorni nostri, operando uno studio del fenomeno terroristico anche in chiave di prevenzione.
Il Console Generale Mary Ruth Avery, nel ringraziare le istituzioni italiane per l’organizzazione dell’importante momento commemorativo, ha evidenziato che l’evento si è svolto in coincidenza con il 160° anniversario dell’istituzione delle relazioni diplomatiche tra Stati Uniti ed Italia. Nella città di Napoli, in particolare, il Consolato Generale degli Stati Uniti è presente sin dal 1796, circostanza che testimonia la solidità dei rapporti tra i due Paesi, risalenti ad un momento antecedente all’unità d’Italia. Il Console ha anche sottolineato l’importanza di continuare tale collaborazione, specie nell’affrontare il comune pericolo della minaccia terroristica.
Il Capitano del Naval Support Activity Naples, James Stewart, ha ricordato la figura di una delle vittime, Angela Santos, eroina americana per il coraggio dimostrato nella circostanza. Successivamente è stato proiettato un videomessaggio della sorella di Jenny Cruz, prima donna militare caduta in un attentato terroristico, che ha ringraziato le istituzioni impegnate nella ricerca della verità e della giustizia per tutte le vittime della strage. E’ stata, poi, data lettura, da parte di due rappresentanti dell’USO (United Service Organizations) di due lettere, rispettivamente di un commilitone di Angela Santos, Donna L. Cole, anch’essa operatrice radio di stanza alla base americana di Bagnoli, scampata per caso all’eccidio e del padre della vittima che ha, a sua volta, ringraziato lo stato italiano per gli sforzi profusi nella ricerca dei responsabili dell’attentato e per il ricordo delle vittime.
Il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli, Giovanni Melillo, ha concluso i lavori evidenziando, tra l’altro, come l’anniversario odierno offra un’occasione di riflessione sulla necessità di non dimenticare la disumanità sottesa ad ogni strategia terroristica, il cui tratto comune è rappresentato dallo svilimento della vita umana, considerata di nessuna rilevanza. Il Procuratore ha concluso sottolineando che il ricordo del sacrificio delle vittime è la dimostrazione che la città di Napoli non ha dimenticato la strage.

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