NAPOLI – “Dopo le recenti vicende dell’ “Istituto Nazareth” in via Kagoshima e dell’asilo “Il nido delle Fate” in via Cilea, al Vomero, che hanno chiuso i battenti senza gli enti competenti, Regione Campania e Comune di Napoli in testa, muovessero un dito per cercare di evitarne la scomparsa avvenuta nel corso dell’estate scorsa, adesso tocca all’istituto Mater Divinae Graziae, ubicato in via San Giacomo dei Capri, sempre sulla collina, gestito dalle Suore dell’Addolorata e della Santa Croce, una scuola paritaria molto conosciuta e amata dai residenti sia del Vomero che dell’Arenella. Infatti la dirigente del plesso scolastico ha comunicato, in questi giorni, alle famiglie dei piccoli alunni, trattandosi di una scuola per l’infanzia e la primaria, la decisione di cessare le proprie attività a partire dal 1° luglio 2023, invitando i genitori degli allievi a trovare una sistemazione diversa per i propri figli per il prossimo anno scolastico “. A intervenire ancora una volta sulla chiusura delle scuole private nell’ambito della municipalità collinare, che comprende i territori del Vomero e dell’Arenella, dove risiedono circa 120mila napoletani,  è Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari, già presidente della Circoscrizione Vomero,.

 “La vicenda – sottolinea Capodanno – oltre che gli alunni e le rispettive famiglie che adesso dovranno cercare di trovare una scuola alternativa in un territorio, quello della municipalità collinare, che, per la fascia d’età che va dalla prima infanzia alle elementari, non offre molte opportunità, riguarda anche il personale in servizio presso la scuola paritaria, in questione, una ventina di dipendenti tra personale docente e non docente che dalla fine del corrente anno scolastico dovranno trovare un diversa collocazione lavorativa, cosa notoriamente non facile “.

“A incidere sulla decisione di chiusura delle scuole private, in passato supporto fondamentale dell’istituzione pubblica, che in ambito scolastico non riusciva a garantire la possibilità d’iscrizione a tutti gli allievi della scuola dell’obbligo, ha notevolmente contributo il calo delle nascite che si è registrato negli ultimi tempi segnatamente nell’area collinare del quartiere partenopeo, dove risiede la più alta percentuale di persone anziane che hanno superato i 65 anni – puntualizza Capodanno -. Ma, più di recente, il caro bollette ha dato il definitivo colpo di grazia con la decisione arrivata dalla sede amministrativa di Roma, di chiudere l’istituto in questione al termine dell’anno scolastico in corso “.

 “Anche in quest’occasione – afferma amareggiato Capodanno – nessuna concreta e valida iniziativa risulta che sia stata assunta finora dalla Regione Campania e dal Comune di Napoli per tentare di scongiurare la chiusura di un plesso scolastico storico, chiusura che ha gettano nel panico e nello sconforto le famiglie dei giovani studenti e che avrà sicuramente notevoli ripercussioni anche sugli allievi, visto che difficilmente, pur sistemandoli in altri istituti scolastici viciniori, si riuscirà a mantenerli tutti insieme nella stessa classe “.

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