Napoli, torna il cibo d’asporto! (VIDEO)

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    NAPOLI – Torna il cibo d’asporto in Campania. Dopo una lunga scia di polemiche, il governatore campano Vincenzo De Luca ha dato il via libera al cibo a domicilio.

    La decisione arriva nel pomeriggio di ieri, al termine di una lunga riunione nella quale sono state definite le misure precauzionali a tutela dei dipendenti e degli utenti.

    Tra le prime misure necessarie, gli interventi di sanificazione e disinfezione che dovranno essere eseguiti all’interno dei locali, dei depositi e delle cucine.

    I locali dovranno essere separati dai locali destinati alla preparazione. Il ritiro del cibo deve avvenire assicurando la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro e in assenza di contatto diretto.

    Il cibo, inoltre, deve essere chiuso in appositi contenitori con adesivi chiudi-sacchetto, graffette o altro, per assicurarne la massima protezione ed essere poi riposto immediatamente negli zaini termici o nei contenitori per il trasporto che devono essere mantenuti puliti con prodotti igienizzanti.

    Nel caso il ristoratore dovesse presentare sintomi simili all’influenza, allora dovrà restare a casa e sospendere l’attività lavorativa.
    In vista della Fase due a Napoli è nata una start up ideata da due giovanissimi trentenni, Ilaria Messina e Vincenzo Corrado: TiSpeso.it.

    La piattaforma permetterà a chiunque, a Napoli e in provincia, con pochi click di poter ordinare la propria spesa.

    La differenza con la distribuzione dei supermercati è data dal fattore umano: sarà un personal shopper a prendersi carico dell’acquisto dei prodotti, selezionandoli con cura, e un fattorino garantirà la consegna della spesa a domicilio in 24 ore.

    “Finalmente potremo portare cibo cotto e non solo a casa dei napoletani. Un sollievo per loro e primi passi per imprese e lavoratori”. È il commento immediato del direttore generale di Confcommercio Campania Pasquale Russo dopo la delibera della Regione Campania.

    “La possibilità di consegna a domicilio da parte dei pubblici esercizi di somministrazione di alimenti e bevande è un passo importante per il settore che sta soffrendo una crisi molto pesante. Siamo indietro rispetto al resto d’Italia. Si poteva fare di più sia come orari che rispetto al tema dell’asporto. La decisione della Regione Campania consente di conseguire un duplice obiettivo: fornire un utile servizio alla cittadinanza, che potrebbe ulteriormente limitare le uscite da casa, nonché dare respiro ad un comparto il cui ritorno alla piena attività avrà tempi lunghissimi rispetto ad altri settori d’impresa”, hanno sottolineato Russo e Massimo Di Porzio, presidente Fipe Confcommercio.

    “Stiamo parlando di circa 4000 imprese in Campania, oltre 1200 solo a Napoli”, ha dichiarato Russo auspicando “un confronto costruttivo in tempi brevi anche per la fase due e cominciare a ragionare su come aprire in un futuro prossimo anche al take away”.

    ORDINANZA

    Con decorrenza dal 27 aprile 2020 e fino al 3 maggio 2020, ferme restando le misure statali e
    regionali vigenti e fatta salva ogni ulteriore disposizione in considerazione dell’evoluzione

    della situazione epidemica, a parziale modifica delle disposizioni di cui all’Ordinanza n.32

    del 12 aprile 2020, su tutto il territorio regionale:

    a) sono consentite le attivita’ e i servizi di ristorazione – fra cui pub, bar, gastronomie,
    ristoranti, pizzerie, gelaterie e pasticcerie- esclusivamente, quanto ai bar e alla

    pasticcerie, dalle ore 7,00 alle ore 14,00, gli altri esclusivamente dalle ore 16,00 alle ore

    22,00, per tutti con la sola modalità di prenotazione telefonica ovvero on line e consegna

    a domicilio e nel rispetto delle norme igienico-sanitarie nelle diverse fasi di produzione,

    confezionamento, trasporto e consegna dei cibi e salvo l’obbligo di attenersi alle

    prescrizioni di cui al successivo punto 2;

    b) sono consentite le attività di commercio al dettaglio di articoli di carta, cartone, cartoleria
    e libri, esclusivamente dalle ore 8,00 alle ore 14,00, con raccomandazione di adottare

    misure organizzative atte a promuovere la modalità di vendita con prenotazione telefonica

    ovvero on line e consegna a domicilio, salvo l’obbligo di attenersi alle prescrizioni di cui

    al successivo punto 2.

    E’ fatto obbligo, per gli esercenti e gli operatori impegnati nelle attività di cui al precedente
    punto 1 e per gli utenti, di osservare le misure di sicurezza e precauzionali prescritte nel

    protocollo allegato sub A al presente provvedimento per formarne parte integrante e

    sostanziale.

    E’ fatto obbligo, per gli esercenti e gli operatori impegnati nelle attività di cui al precedente
    punto 1 e per gli utenti, di osservare le misure di sicurezza e precauzionali prescritte nel

    protocollo allegato sub A al presente provvedimento per formarne parte integrante e

    sostanziale.

    Su tutto il territorio regionale, nel pomeriggio del 25 aprile 2020, nella giornata del 26 aprile
    2020 e nella giornata del 1 maggio 2020, e’ fatto obbligo di chiusura festiva delle attività di

    vendita di cui all’allegato 1 del DPCM 10 aprile 2020, sia nell’ambito degli esercizi

    commerciali di vicinato, sia nell’ambito della media e grande distribuzione, anche ricompresi

    nei centri commerciali, fatta eccezione per le farmacie e parafarmacie, le edicole e i

    distributori di carburante e con la precisazione che i distributori automatici di tabacchi posti

    all’esterno delle rivendite potranno restare in funzione.

    Il mancato rispetto delle misure di contenimento e prevenzione del rischio di contagio di cui
    al presente provvedimento comporta, ai sensi dell’art.4 del decreto legge 25 marzo 2020, n.19,

    l’applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria (pagamento di una somma da euro

    400 a euro 3.000) nonchè, per i casi ivi previsti, di quella accessoria (chiusura dell’esercizio o

    dell’attivita’ da 5 a 30 giorni).

    L’Ordinanza n.32 del 12 aprile 2020 è confermata per quanto non modificato dal presente provvedimento.

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