9.8 C
Napoli

Natale a Piazza del Plebiscito: 4,8 milioni di euro per un’occasione sprecata

-

NAPOLI (Di Anna Calì) –  Doveva essere il fiore all’occhiello del Natale napoletano, il simbolo di una città finalmente capace di valorizzare uno degli spazi più iconici d’Europa. E invece, il Villaggio di Natale inaugurato ieri a Piazza del Plebiscito si presenta come un clamoroso flop. Un progetto costato 4,8 milioni di euro, finanziato da Comune e Camera di Commercio, che già dal primo giorno ha mostrato tutti i suoi limiti.

Il problema non è cosa non volevamo. Nessuno si aspettava le classiche casette in stile tirolese con vin brulé fumante e neve artificiale da cartolina nordica. Ma almeno un villaggio vivo, inclusivo, aperto alla città, capace di dialogare con Napoli, con la sua cultura, la sua creatività, il suo artigianato. Invece, di mercatini di Natale non c’è praticamente traccia: poche strutture, poco visibili, scollegate dal contesto, incapaci di restituire quell’idea di festa collettiva che il Natale dovrebbe rappresentare.

Numerose le testimonianze dei cittadini che ieri hanno deciso di visitare il villaggio, quasi tutte accomunate da una profonda delusione.
C’è chi racconta di aver prenotato regolarmente l’ingresso, per poi ritrovarsi davanti a file infinite, con oltre un’ora di attesa, bambini stanchi e genitori esasperati.

Siamo arrivati all’orario stabilito (ore 18.00) con i nostri figli e ci siamo ritrovati in una fila infinita. Una volta entrati, ci siamo trovati davanti a una lingua di spazio sterile e timida, lateralmente alla piazza, che avrebbe potuto ospitare il villaggio più bello d’Italia, se non d’Europa. Un FLOP ASSOLUTO.”

Una piazza immensa, carica di storia e suggestione, ridotta a sfondo inutilizzato, mentre il cosiddetto villaggio si sviluppa come una piccola “tendopoli natalizia”, con ben 5 tensostrutture, molte delle quali chiuse o parzialmente attive. Altro che “Casa di Babbo Natale”, “Villaggio degli Elfi” o “Bosco degli Abeti”: nella realtà, erano aperti quasi esclusivamente laboratori per bambini, con il resto delle aree deserte o inaccessibili.

Surreale anche la scelta di limitare l’accesso per età, escludendo di fatto ragazzi e giovani senza figli.

“Io e il mio fidanzato abbiamo 17 e 18 anni e non possiamo entrare perché il limite è 13 anni. È ridicolo. A Natale non si diventa tutti un po’ bambini?”

Una scelta che snatura completamente il concetto stesso di villaggio di Natale, che dovrebbe essere pensato per tutta la popolazione, non solo per famiglie con bambini piccoli. Il risultato? Bambini delusi, ragazzi esclusi e adulti annoiati.

C’è chi ironizza amaramente:

“Il villaggio delle file si sarebbe dovuto chiamare così. La fabbrica di cioccolato? Ha finito il cioccolato. Il resto? Quattro tende con sedie, foto allestite alla meglio e 30 minuti di fila per sedersi su una sedia con un telo verde e un peluche del Grinch.”

Il flop del villaggio si inserisce in un contesto più ampio: quello del progetto “Illuminiamo Napoli”, che sin dall’annuncio aveva lasciato più di un dubbio. I 25 km di luci promessi alla città non si sono praticamente mai visti. In compenso, i napoletani hanno dovuto “ammirare”:

un Babbo Natale fuori contesto piazzato sulla veduta di Posillipo,

una singola palla natalizia rossa sul lato di Piazza del Plebiscito,

decorazioni insufficienti, scollegate, prive di una visione d’insieme.

Altro che “illuminare Napoli”: la sensazione diffusa è quella di un progetto improvvisato, pensato bene sulla carta e realizzato malissimo nella realtà.

Intanto Napoli è stanca. Stanca di progetti sbagliati, stanca di essere invasa da turisti senza una reale organizzazione urbana. Ieri a via Toledo era praticamente impossibile camminare, metropolitane strapiene, scale mobili rotte, nessuna gestione dei flussi, assenza persino dei bagni ecologici in un evento che richiama migliaia di persone.

Di questo passo l’amministrazione comunale non fa altro che accumulare danni, mentre la città paga il prezzo di scelte inefficaci. Napoli non ha bisogno di eventi spot e costosi, ma di programmazione, competenze e visione.

È inevitabile chiederselo: quei 4,8 milioni di euro non potevano essere investiti in modo più utile? Trasporti, decoro urbano, servizi essenziali, manutenzione delle infrastrutture, sostegno alle attività locali. Invece, ci ritroviamo con un villaggio che non unisce, non emoziona e non rappresenta la città.

È arrivato il momento di cambiare rotta, di rinnovare le leve decisionali, di dare spazio a giovani capaci, con esperienza internazionale, con una reale conoscenza di come le città europee valorizzano eventi, turismo e spazi pubblici.
Napoli merita di più. E il suo Natale, soprattutto, merita di essere all’altezza della sua bellezza.

Vuoi pubblicare i contenuti di NapoliVillage.com sul tuo sito web o vuoi promuovere la tua attività sul nostro sito? Contattaci all'indirizzo redazione@napolivillage.com

Altri articoli dell'autore

0 Commenti
Vecchi
Più recenti Le più votate
Feedback in linea
Visualizza tutti i commenti
- Sponsorizzato -
- Sponsorizzato -
0
Esprimete la vostra opinione commentando.x