Le botteghe di San Gregorio Armeno a Napoli abbasseranno le saracinesche fino alle 14 di oggi in una serrata simbolica. Non è uno sciopero economico; ma un S.O.S. lanciato dai maestri presepiali contro lo svuotamento del vicolo e la perdita d’identità.
Storiche officine cedono infatti spazio a nuove attività commerciali estranee alla tradizione. Gli artigiani chiedono un tavolo permanente con Comune e Regione, vincoli di tutela e strumenti di sostegno per evitare che il luogo diventi un corridoio commerciale come via Chiaia.
LA POLEMICA
A riaccendere lo scontro è stato un recente contratto di affitto a una nuova realtà imprenditoriale lontana dall’artigianato locale. Un’operazione formalmente legittima; ma sintomatica di una tendenza rischiosa.
Gli artigiani non chiedono muri o protezionismi anacronistici, bensì vincoli di tutela e strumenti di sostegno per salvaguardare il patrimonio immateriale cittadino. Il timore concreto è che il celebre vicolo faccia la stessa fine di via Chiaia, trasformandosi da laboratorio vivo a corridoio commerciale omologato e privo di memoria. La contraddizione evidenziata dai promotori riguarda l’uso delle botteghe da parte delle istituzioni nei saloni turistici mondiali, contrapposto all’assenza di protezione sul territorio di fronte all’overtourism sregolato e alla speculazione immobiliare. Senza una pianificazione pubblica mirata a difendere le maestranze residenti dalle logiche del profitto rapido, San Gregorio Armeno rischia di ridursi a un guscio vuoto, privo della storia e delle mani che ne rappresentano il cuore pulsante.
LA RISPOSTA DEL COMUNE DI NAPOLI
In merito alle notizie relative alla paventata apertura di attività commerciali non pertinenti alla tradizione artigianale in via di San Gregorio Armeno, l’Amministrazione Comunale di Napoli intende rassicurare la cittadinanza, gli artigiani e i commercianti sulla fermezza degli strumenti di tutela messi in campo.
«La strada di San Gregorio Armeno rappresenta un patrimonio unico al mondo, simbolo identitario e culturale della nostra città. Proprio per difenderne l’essenza da fenomeni di omologazione e speculazione commerciale, il Comune di Napoli ha approvato prima nel Luglio del 2023 una delibera che vietava l’apertura di attività food & beverage nel centro storico di Napoli e a San Gregorio Armeno qualsiasi nuova apertura che non fosse legata all’artigianato tipico e alla lavorazione dei pastori; e poi una nuova Delibera di Consiglio Comunale del 29/06/2026 con il nuovo “Piano per la programmazione delle aperture degli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, di produzione di alimenti e di vicinato con consumo immediato sul posto nel centro storico di Napoli, sito Unesco, e nelle aree della cd. “Buffer zone ”». Spiega l’Assessora al Turismo e alle Attività produttive Teresa Armato.
Il provvedimento sancisce una tutela rafforzata e vincolante per l’area. In particolare, l’articolo 13, comma 3, stabilisce una regola chiara e restrittiva: “Nella strada di San Gregorio Armeno è ammessa la sola attività di produzione e vendita di prodotti dell’arte presepiale e dei pastori”.
A San Gregorio Armeno non è consentita alcuna eccezione: qualsiasi nuova attività che prescinda dalla produzione e dalla vendita dell’arte presepiale e dei tradizionali pastori è formalmente vietata.
Si precisa, inoltre che l’iter di controllo sulle Segnalazioni Certificate di Inizio Attività (SCIA) prevede un’istruttoria rigorosa ed approfondita da parte degli uffici competenti. Il vaglio amministrativo accerta la conformità del soggetto richiedente attraverso la visura camerale: l’attività commerciale potrà essere autorizzata ed avviata esclusivamente da chi possiede un oggetto sociale perfettamente in linea con le prescrizioni del regolamento comunale. Si ribadisce che oggetto della verifica istituzionale è unicamente la legittimità dell’oggetto sociale dichiarato presso la Camera di Commercio e il rispetto delle normative vigenti, mentre non ha né può avere alcuna rilevanza la nazionalità del richiedente.
«Il Comune di Napoli segue con massima attenzione l’evoluzione della vicenda ed è al fianco delle botteghe storiche, confermando l’impegno quotidiano per proteggere il valore culturale, la storia e la tradizione presepiale che rendono San Gregorio Armeno il cuore pulsante e autentico della città ». Conclude l’Assessora Armato.
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