Laboratorio mobile di rilevazione presso Città della Scienza che rileva le concentrazioni medie orarie degli inquinanti.
I dati mostrano valori medi giornalieri di PM10 che superano il limite massimo di 50 µg/m³ in 4 giorni su 5 (03/02: 81; 04/02: 79; 06/02: 51; 09/02: 66) che sono i giorni in cui il cantiere è attivo.
Nel weekend con cantiere fermo i dati ritornano sotto i limiti massimi consentiti.
In un’area ex industriale come quella di Bagnoli, il pericolo vero non è tanto nel gas che evapora, ma nella polvere che si alza. I sensori ARPAC ci dicono quante polveri sottili si muovono ma servirebbe sapere di cosa è fatta quella polvere. Senza questi dati, stiamo vedendo solo la punta dell’iceberg: sappiamo che l’aria è “sporca” di polvere, ma non sappiamo quanto è “tossica”.
Tra l’altro i tir violano il limite di velocità che su via Coroglio è di 30 km/h, aumentando le condizioni di pericolo per i soggetti fragili della strada.
Servono analisi più approfondite e nelle more di tutto ciò serve bloccare i lavori per la tutela dei cittadini e lavoratori














