AVELLINO – La Suprema Corte – I sezione penale –, condividendo le ragioni illustrate dagli avvocati Dario Vannetiello ed Angelo Loizzi, ha annullato la sentenza di condanna per concorso esterno in associazione mafiosa nei confronti dell’ex calciatore dell’Avellino Luca Pini.

L’accusa era quella di aver corrotto giocatori professionisti allo scopo di influire fraudolentemente sui risultati delle partite di calcio del campionato di serie B della stagione 2014-2015, agevolando l’associazione criminale napoletana denominata “Vinella Grassi” i cui esponenti, tra i quali i fratelli Umberto ed Antonio Accurso, provvedevano ad effettuare le scommesse.

Il quadro accusatorio appariva inattaccabile, avendo la Direzione Distrettuale Antimafia potuto avvalersi sia delle condanne già inflitte dalla giustizia sportiva, sia delle dichiarazioni di Accurso Antonio divenuto poi collaboratore di giustizia, sia di numerosi sms indizianti tra Luca Pini e gli scommettitori, messaggi intercorsi proprio a poche ore delle partite di calcio, tra cui Modena- Avellino e Avellino – Reggina.

Con la sentenza di primo grado emessa in data 12.03.08 per coloro che decisero di essere giudicati con le forme del rito abbreviato, Accurso Antonio fu condannato ad anni 4, Pini Luca condannato ad anni 3 e mesi sei, l’ex capitano dell’Avellino Francesco Millesi ad anni uno di recl. con il beneficio della sospensione condizionale della pena essendo stato quest’ultimo assolto dalla iniziale e pesante accusa di concorrente esterno al clan Vinella Grassi.

Altre persone coinvolte, tra le quali noto il calciatore di calcio di serie A Armando Izzo, optarono per il giudizio ordinario ed il processo a suo carico è tuttora in corso innanzi al Tribunale di Napoli.

La sentenza di condanna fu completamente confermata in data 06.04.21 dalla Corte di appello di Napoli.
Nonostante la pluralità delle prove a carico, la Corte di Cassazione ha favorevolmente apprezzato gli argomenti di diritto devoluti dalla difesa di Luca Pini che facevano anche leva su recenti decisioni di legittimità ed ha annullato la sentenza di condanna, disponendo un nuovo giudizio innanzi a diversa sezione della Corte di appello di Napoli.

Rimane la indubbia curiosità di conoscere le ragioni che hanno portato ad annullare la sentenza di condanna che, laddove il ricorso fosse stato rigettato o dichiarato inammissibile come di sovente accade, avrebbe aperto le porte delle patrie galere ad un incensurato ex calciatore.

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