Non si ferma la protesta nel Rione Conocal di Ponticelli, alla periferia est di Napoli. Per la seconda notte consecutiva, decine di mamme hanno deciso di dormire all’interno dell’Istituto De Filippo, occupando la scuola per accendere i riflettori su una situazione ormai insostenibile.
Nonostante il freddo pungente, i blackout elettrici e i pesanti disagi logistici, i genitori continuano la loro battaglia per rivendicare un diritto fondamentale: permettere ai propri figli di studiare in un ambiente sicuro e dignitoso.
Il blocco delle attività didattiche nell’istituto di via Cleopatra dura ormai dallo scorso 19 dicembre. Sono circa 350 gli alunni rimasti lontano dai banchi di scuola, tra cui 35 bambini con disabilità grave che necessitano di continuità educativa e assistenza specifica.
Le ragioni dell’inagibilità del plesso sono gravissime:
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Servizi igienici rotti e inutilizzabili.
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Impianti di riscaldamento spenti nel pieno dell’inverno.
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Infiltrazioni d’acqua diffuse che minano la stabilità e la salubrità degli ambienti.
Le soluzioni alternative proposte finora dalle autorità locali sono state giudicate inadeguate dalle famiglie, che chiedono interventi strutturali e immediati.
Le mamme del Conocal hanno le idee chiare. Attraverso striscioni e turni di presidio permanente, la richiesta ufficiale indirizzata al Comune di Napoli è una sola: l’apertura immediata del plesso “gemello”.
Si tratta di una struttura nuova, situata a pochi metri, che risulterebbe già pronta all’uso ma che, per ragioni burocratiche inspiegabili, resta chiusa mentre la scuola storica cade a pezzi. Un paradosso che ha spinto i cittadini a trasformare la frustrazione in una protesta civile e determinata.
L’occupazione dell’Istituto De Filippo è diventata anche un caso politico. I genitori denunciano il silenzio assordante dell’amministrazione comunale. Sotto accusa il Sindaco Gaetano Manfredi, la giunta e i consiglieri municipali, accusati di non aver mostrato nemmeno solidarietà umana verso le famiglie del rione.
Mentre la politica resta immobile, la comunità di Ponticelli dimostra resilienza: quella delle “mamme coraggio” è una lotta che parla di dignità e speranza per il futuro dei bambini di Napoli Est.
“Quello che sta facendo la signora Anna è un gesto di civiltà immensa,” dichiara Francesco Emilio Borrelli. “Ha tolto tempo a suo figlio, che ha bisogni speciali e meriterebbe ogni attenzione, per combattere una battaglia che riguarda tutti i bambini di Ponticelli. La sua lettera è un manifesto di dignità: non si può accettare che un edificio nuovo, con bagni e aule pronte, resti un guscio vuoto mentre i ragazzi sono costretti a restare a casa o a studiare tra la muffa.”
Per il deputato, questa mobilitazione rappresenta un punto di svolta per il quartiere.
“Vedere queste mamme unite, determinate a non farsi calpestare dalla lentezza burocratica, è il segnale che Napoli non si arrende al degrado. Occupare per rivendicare l’apertura di una scuola è un paradosso tutto italiano, ma è l’unico modo per scuotere chi ha il potere di firma. Dopo il nostro sopralluogo e il dialogo con il Comune, sembra che una soluzione positiva sia vicina. Tuttavia, non ci muoveremo da qui finché la signora Anna e tutte le altre famiglie non avranno la certezza che i loro figli possano studiare in un luogo degno. Questa è una battaglia per la normalità che diventa straordinaria grazie al coraggio di queste donne.”















