Presunti abusi a scuola a Casavatore, la rabbia delle famiglie

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Mattinata di fortissima tensione davanti a un istituto scolastico a Casavatore, nel napoletano- l’istituto comprensivo De Curtis- dove un folto gruppo di genitori si è radunato in un presidio spontaneo. La protesta è scattata a seguito di gravissime accuse nei confronti di un collaboratore scolastico, sospettato dalle famiglie di aver compiuto abusi su alcuni minori della scuola.

 

A dare manforte ai genitori e a garantire che la loro voce arrivasse ai vertici dell’istituto è intervenuto il deputato di Alleanza Verdi-Sinistra, Francesco Emilio Borrelli, accompagnato dall’avvocato Francesco Petruzzi (legale della famiglia del piccolo Domenico Caliendo). Grazie alla mediazione del parlamentare e dell’avvocato, la folla ha ottenuto un confronto con il dirigente scolastico, il quale ha confermato l’esistenza di un’indagine ufficiale e di un soggetto che è stato allontanato dalla scuola, invitando alla massima precauzione mentre i Carabinieri procedono con l’acquisizione delle denunce.

 

Le dichiarazioni del deputato Borrelli:

 

“Qui per dare sostegno a decine di famiglie che vivono ore di angoscia. La protesta dei genitori è non solo legittima, ma sacrosanta. Quando si parla di presunti abusi su minori, il silenzio non è un’opzione. I genitori hanno il diritto di avere chiarezza e rassicurazioni immediate: non si può mandare i figli a scuola con il terrore.

Dopo le mura domestiche, la scuola deve essere il posto più sicuro al mondo, non il teatro di ombre, orrori e paure. Sebbene i toni si siano comprensibilmente accesi per la gravità dei fatti contestati, la protesta si è svolta con grande senso civico. Chiediamo che le indagini dei Carabinieri siano rapide e senza sconti per nessuno. Serve inoltre potenziare la videosorveglianza laddove possibile: è uno strumento di tutela per i bambini e per chi lavora onestamente. Bisogna chiarire ogni singolo dettaglio di questa storia, lo dobbiamo ai piccoli e alle loro famiglie.”

 

La vicenda è ora formalmente seguita dai Carabinieri, che hanno già acquisito le denunce presentate da diverse famiglie e avviato le indagini preliminari sotto il coordinamento dell’autorità giudiziaria. Il caso riporta alla mente i gravi episodi avvenuti nel napoletano tra il novembre 2024 e il febbraio 2025, che videro analoghe proteste di genitori sfociare poi in arresti e conferme giudiziarie di maltrattamenti e abusi. L’obiettivo attuale è evitare che il tempo diluisca la ricerca della verità e garantire la massima protezione ai soggetti in età scolare coinvolti

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