NAPOLI – Si è tenuta lunedì mattina l’udienza del processo innescato dalla morte di Raffaele Arcella, il 29enne di Caivano morto in seguito ad un intervento per dimagrire nel 2019. In aula non si sono presentati, però, i medici legali nominati dalla difesa, che rappresenta i dottori che hanno operato il giovane. L’udienza è stata rinviata al prossimo 14 novembre e, come fatto sapere dalla famiglia Arcella, il giudice ha dato una sorta di ‘ultimatum’, sottolineando che in quella data, nel caso in cui non si presenteranno, i medici legali saranno esclusi dal dibattimento.

“Quanto accaduto è vergognoso. Si cerca di temporeggiare, di allungare i tempi della giustizia, quando a farne le spese è stato un ragazzo di 29 anni. Tutto questo è inaccettabile, Raffaele in primis, e la sua famiglia, meritano rispetto e soprattutto giustizia. Chi ha sbagliato deve pagare, e deve farlo al più presto. Bene ha fatto il giudice a intervenire, si dia una spinta a questo processo e si faccia riposare in pace l’ennesima vittima di mala sanità”. Così Francesco Emilio Borrelli, consigliere regionale di Europa Verde, che da tempo segue in prima persona la vicenda.

Raffaele Arcella è morto nell’aprile del 2019, dopo aver subito tre interventi in due settimane, il primo di bypass gastrico, gli altri due dovuti alle complicazioni. Dopo le prime due operazioni è stato trasferito al Policlinico e, quando si è intervenuti per salvarlo, sono state trovate lacerazioni varie e organi praticamente consumati, come ha denunciato la famiglia. L’accusa per i medici coinvolti è di omicidio colposo; dall’autopsia è emerso anche, a quanto sottolineato dai familiari costituitisi parte civile, che un’estremità del sondino gastrico era rimasto nel corpo del 29enne, causando parte delle complicazioni.

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