Ospedale-del-Mare-

NAPOLI – La tesi difensiva presentata durante il processo dinanzi al giudice del Tribunale Civile dagli avvocati di Francesco Pignatelli, il medico dell’ospedale del Mare che per festeggiare il suo incarico di primario chiuse il reparto senza darne comunicazione ufficiale per consentire a tutti di partecipare all’evento, è a dir poco sconcertante.

Gli avvocati difensori, Stefano Montone e Luca Rubinacci, asseriscono che la chiusura dei reparti senza comunicazione alla dirigenza fosse prassi consolidata a differenza della difesa della Asl Napoli 1 affidata all’avvocato Olga Porta che asserisce che non solo corrisponde al vero questa versione dei fatti ma che addirittura nessuna annotazione è mai stata fatta su questi trasferimenti e addirittura non risulta nelle cartelle cliniche alcuna notazione delle terapie a cui furono sottoposti durante la notte i pazienti spostati.

Inoltre il coordinatore infermieristico della Direzione Sanitaria dell’Ospedale del Mare ha smentito il Dott. Pignatelli sulle problematiche o carenze di personale infermieristico nella U.O. di chirurgia vascolare anche perchè qualora ci fossero state c’era ampia disponibilità di personale infermieristico.

Secondo la difesa dell’Asl il Pignatelli ha messo in campo un piano organizzato per chiudere il reparto da tempo senza alcuna autorizzazione scritta o verbale. In questa grave e triste vicenda per fortuna manca l’evento tragico che solo per fortuna non si è verificato. A questo punto le affermazioni di Pignatelli diventano ancora più gravi e da verificare.

L’ex Primario deve fare i nomi e e citare le circostanze di altre chiusure di reparti avvenute senza alcuna autorizzazione affinchè si possa procedere anche in questi casi ad analoghe procedure disciplinari. Qualora ne fosse riscontrata la veridicità ci troveremmo di fronte a un caso vergognoso di gestione della sanità pubblica. Diversamente, chiediamo che l’Asl proceda immediatamente alla querela per tutelare la propria immagine da queste gravissime dichiarazioni.

E’ bene precisare, infine, che l’evento in questione non risulta essere stato una festa di beneficenza, come si è voluto far credere da Pignatelli. Lo dimostra il volantino invito che citava testualmente ‘Festa del boss’ con chiaro riferimento alla celebrazione personale per la nomina a primario. L’abitudine di non chiedere regali ma donazioni in favore di associazioni è, questa sì, prassi consolidata che nulla ha a che vedere con le feste di beneficenza ma con le sensibilità personali”.

Lo ha affermato il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, componente della commissione Sanità che denunciò a luglio la vicenda che ha portato alla revoca della nomina del primario.

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