NAPOLI – Prosegue a Napoli la rimozione delle opere abusive edificate in omaggio a boss, esponenti della criminalità organizzata e malviventi come deciso dal Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal prefetto di Napoli Marco Valentini. Nella mattinata del 18 marzo è stata la volta dei Quartieri Spagnoli, dove gli operatori della Napoli Servizi del Comune di Napoli, con il supporto degli agenti della Municipale, della Polizia e dei Carabinieri, hanno rimosso gli arredi, targa, statua ed altarino, da un’edicola votiva, situata in via Croci Santa Lucia al Monte, dedicata al capoclan Domenico Russo, noto come “Mimì dei cani”, ucciso nel 1999 durante una faida tra clan.

Mentre a Forcella, in piazzetta Salvatore Trinchese, è stato sgomberato l’altarino dedicato a Raffaele Ivone, ucciso a 19 anni nel corso della faida tra il clan Giugliano, di cui ne faceva parte, e il clan Mazzarella.

“Siamo soddisfatti da come stanno procedendo le operazioni di rimozione dei simboli della criminalità e della camorra, che per tanto tempo abbiamo chiesto a gran voce. Questa è la strada da seguire con ancora maggiore determinazione e celerità. Ricordiamo che ai Quartieri Spagnoli ci sono ancora diversi altarini e c’è ancora il murale dedicato al baby-rapinatore Ugo Russo per il quale si era decisa la rimozione, decisione poi slittata a causa di un ricorso al Tar. Bisogna rimuoverlo al più presto, quell’opera rappresenta l’apologia della criminalità giovanile, è un invito ai più giovani ad intraprendere la strada della delinquenza, che può condurre soltanto ad una morte precoce o ad una vita fatta di celle, gravi errori e fughe. Non è affatto un monito, come qualcuno tenta di far credere, ma una celebrazione ed una santificazione di delinquenti e criminali. va tolta, subito”. Le parole del Consigliere Regionale di Europa Verde Francesco Emilio Borrelli.

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