Rivolta nel carcere di Poggioreale, delegazione parlamentare in visita dai detenuti

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    NAPOLI – Dopo la rivolta dei detenuti della scorsa settimana, provocata dalla scarsa adeguatezza delle cure sanitarie offerte a un giovane di 28 anni in carcere per spaccio, resta alta l’attenzione sul carcere di Poggioreale.

    Questa mattina, una delegazione di parlamentari si è recata in visita nella struttura detentiva di Napoli con il Garante dei detenuti della regione campania, Samuele Ciambriello e la consigliera regionale, Bruno Fiola.

    Nella delegazione parlamentare Paolo Siani e Michela Rostan che hanno avuto modo di constatare di persona come a Poggioreale il sovraffollamento sia arrivato a livelli intollerabili dal punto di vista dei basilari diritti per la popolazione carceraria.

    Sono oltre 2400 persone i detenuti, 800 in più della capienza prevista con tutti i 10 padiglioni attivi, ma oggi due non sono agibili e uno lo è a metà.

    “Per agire sul fronte della rieducazione bisogna mettere i detenuti i condizioni tali da poter svolgere determinate attività. In alcuni padiglioni si fa fatica addirittura a respirare e c’è una difficoltà oggettiva a sopravvivere – ha dichiarato Michela Rostan a margine del sopralluogo nella struttura penitenziaria – Ci attiveremo fin da subito per presentare un’interrogazione parlamentare che riguarderà sia i fondi stanziati dal Ministero per le Infrastrutture per il riordino dei padiglioni (12 milioni) e mai utilizzati, sia la stabilizzazione dei precari, in particolar modo del personale medico e degli operatori socio sanitari con la previsione in loro favore di un’indennità di rischio”.

    Criticità, quelle di Poggioreale, a cui bisogna trovare la quadra: “Nonostante una dirigente straordinaria, la situazione è preoccupante. C’è bisogno di riflettere per dare una mano concreta, è inammissibile che siano in servizio duecento agenti in meno rispetto al previsto”, ha commentato Paolo Siani.

    “La mia proposta sarà quella di incentivare il diritto alla salute in carcere. La privazione della libertà non deve diventare anche privazione della dignità – ha sottolineato Bruna Fiola – In questo modo si perde il fine ultimo della rieducazione, rischiando poi un maggiore incattivimento al termine della pena”.

    “Occorre una riforma vera delle strutture penitenziarie che ormai sono invivibili – è il monito di Samuele Ciambriello – Sono grato alla delegazione per la visita odierna, sono sicuro che sveglieranno dal torpore le istituzioni locali e nazionali. Mi sono raccomandato con tutti i detenuti affinchè mettano in atto solo proteste pacifiche. Poggioreale non deve diventare una polveriera e gli agenti non sono la panacea di tutti i mali; il problema è strutturale e in questi termini deve essere affrontato a partire dall’utilizzazione dei fondi disponibili e dall’assunzione di personale di agenti di polizia penitenziaria, educatori e figure sociali di riferimento”.

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