NAPOLI – Domani pomeriggio, 21 maggio a partire dalle ore 16, i Radicali per il Mezzogiorno Europeo saranno impegnati a Napoli, in piazza San Domenico Maggiore, per un sit-in a sostegno di Radio Radicale, storica emittente che come noto rischia la chiusura a causa del mancato rinnovo della convenzione che ne garantiva l’esistenza.

A spiegare le ragioni per cui anche a Napoli si è deciso di manifestare per Radio Radicale, è stata Sarah Meraviglia, della direzione nazionale di Radicali Italiani e segretaria dei Radicali per il Mezzogiorno Europeo: “L’associazione Radicali per il Mezzogiorno Europeo ha organizzato per la giornata di domani, 21 maggio dalle ore 16 in piazza San Domenico Maggiore a Napoli, un sit-in per sensibilizzare i cittadini e le istituzioni rispetto all’imminente chiusura di Radio Radicale.

Da radicali e liberali chiediamo semplicemente il rinnovo della convenzione pubblica che dal 1994 ad oggi ha permesso alla Radio di trasmettere in diretta tutte le sedute parlamentari, le commissioni, i congressi politici di tutti i partiti, anche quelli più lontani da idee e valori radicali.

Così come migliaia di reportage politici e sociali provenienti anche dagli angoli più disparati e angusti della Terra”.Sul futuro dell’emittente, su una possibile nuova gara d’appalto e rivolgendosi a Vito Crimi e Luigi Di Maio, Sarah Meraviglia ha sottolineato che: “L’opportunità di indire una nuova gara è più che legittima e anzi questa corrisponde ad una richiesta avanzata dagli stessi esponenti di Radio Radicale più volte negli anni passati.

Tuttavia la chiusura immediata e totale della convenzione, insieme all’incertezza rispetto ai tempi di una eventuale futura gara d’appalto, lascerebbero oggi un vuoto incolmabile nelle coscienze civiche e politiche dei cittadini italiani e rappresenterebbero una lesione di quel diritto alla conoscenza al quale Marco Pannella ha dedicato gli ultimi anni della sua vita.

Ci rivolgiamo dunque ancora una volta al sottosegretario all’editoria, Vito Crimi, e ancor di più al vicepresidente del Consiglio, Luigi Di Maio, nelle vesti di ministro dello Sviluppo Economico (al quale spetta di prendere la decisione in ultima istanza) chiedendo loro di prendere in considerazione l’emendamento al Decreto Crescita proposto dall’onorevole Massimiliano Capitanio della Lega, che concederebbe a Radio Radicale circa tre milioni e mezzo di euro per una transizione di sei mesi.

Il tempo necessario per indire una gara d’appalto”.

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