Scarcerato dopo 6 anni Mormile, il dj che guidando contromano in Tangenziale uccise due persone (VIDEO)

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    NAPOLI – E’ stato scarcerato Aniello Mormile il dj che provocò l’incidente sulla Tangenziale di Napoli perché guidava contromano.

    Era il 25 luglio del 2015 e nello scontro morì la sua fidanzata, Livia barbato e l’agente di commercio Aniello Miranda. Nei giorni scorsi, il tribunale di sorveglianza ha concesso a Mormile l’affidamento in prova ai servizi sociali che gli consente di uscire dal carcere e di scontare da uomo libero ciò che rimane della condanna a dieci anni di reclusione per duplice omicidio colposo inflittagli dalla Corte di Appello.

    Dure le reazioni dei familiari delle vittime: “Come può una persona che, per sua grave colpa, ha ucciso due persone essere già fuori, anche se solo per buona condotta?”, dicono con delusione i congunti di Miranda, attraverso l’avvocato Fabbrocini.

    Decisivo per la decisione del tribunale è stato il percorso di rieducazione che Mormile ha seguito in carcere e che è stato giudicato molto positivo dagli educatori e dal tribunale di sorveglianza. Da qui la decisione di aprirgli le porte del carcere e di concedergli una seconda possibilità.

    In primo grado, l’uomo era stato condannato a vent’anni di reclusione per omicidio volontario con “dolo eventuale”. Ma questo verdetto era stato poi ribaltato dalla Corte di appello che ha così dimezzato la pena e confermato dalla Cassazione. Mormile ha sempre detto di non ricordare che cosa fosse accaduto e perché avesse imboccato in senso vietato la tangenziale.

    Il dispositivo della Suprema Corte parla di una condotta in una “situazione intermedia tra il frastornamento e lo stato confusionale” nella quale l’uomo (che oggi ha 36 anni) si trovava dopo aver bevuto tanto e dopo aver trascorso la serata e buona parte della nottata alla “consolle”.

    “Non ero preparata a questa notizia – ha detto la mamma di Livia, Angela Baluanne, intervistata da Dario Del Porto per Repubblica – ma ne prendo atto, non sono gli anni in più o in meno di galera a darmi sollievo dalla morte di mia figlia. Mi auguro solo che esca consapevole di quello che ha fatto, diverso da come è entrato”.

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