Passeggiando tra le aree pubbliche della nostra provincia, la sensazione è quella di attraversare una città fantasma. Non sono gli edifici a mancare, ma la vita che dovrebbe animarli. Il vero spettro che si aggira tra le nostre strade è la manutenzione, un’entità astratta la cui presenza si avverte soltanto come un eco lontano, svanito subito dopo il taglio di un nastro inaugurale.
Questa crisi colpisce duramente soprattutto i più piccoli: le aree giochi per bambini, che dovrebbero essere oasi di spensieratezza, sono spesso ridotte a distese di ruggine e sterpaglie, monumenti all’incuria che negano il diritto al gioco. Ma il degrado non si ferma alle giostrine; investe siti di inestimabile valore storico e archeologico, trasformando potenziali volani economici in pesi morti per la collettività.
L’esempio più lampante di questa “politica dell’inaugurazione e dell’oblio” sono i Giardini di Liternum a Giugliano in Campania. Nel 2024 erano stati presentati come il simbolo della rinascita culturale del territorio, un omaggio doveroso alla storia di Scipione l’Africano e una scommessa vinta per il turismo locale. Oggi, a distanza di pochissimo tempo, quel sogno è diventato un incubo di degrado.
Nonostante le innumerevoli PEC, le segnalazioni e le grida d’aiuto l’area è rimasta abbandonata. Il risultato è catastrofico: il sito è stato ufficialmente escluso dai percorsi turistici regionali. Un danno economico e culturale incalcolabile per una comunità che aveva creduto nel rilancio del proprio patrimonio.
“Siamo stanchi di vedere soldi pubblici spesi per opere che vengono lasciate marcire un minuto dopo la fine della cerimonia di apertura,” dichiara il deputato di AVS Francesco Emilio Borrelli, che ha raccolto la denuncia dei residenti. “Liternum non è un parco privato, è un bene comune che appartiene a tutti. È inaccettabile che un sito di tale prestigio sia stato trasformato in una landa desolata.”
Borrelli conclude con una richiesta perentoria: “Chiediamo pubblicamente conto di questo scempio. Non ci fermeremo finché non verranno stanziati i fondi necessari per la manutenzione e finché il sito non tornerà a essere inserito nei circuiti che merita.”















È una totale vergogna, un pezzo della nostra grande storia lasciata a se stessa, nel degrado e nel menefreghismo più assoluto di alcuni cittadini e delle istituzioni. Non ci lamentiamo poi se il Sud viene etichettato in un certo modo, perché signori miei questa è ignoranza e inciviltà ai massimi livelli