Scuola, arriva il divieto di cellulare per cinque ore: la sfida dei giovani dell’era digitale

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NAPOLI (Di Stefano Esposito) – È ufficiale: con la nuova riforma scolastica, a partire dal prossimo anno gli studenti dovranno lasciare il cellulare spento o consegnato all’ingresso dell’istituto per cinque ore consecutive. Una misura drastica, pensata per restituire centralità allo studio, alla concentrazione e alla socialità tra i banchi. Ma la domanda che aleggia è inevitabile: come reagiranno i ragazzi cresciuti con uno smartphone sempre in tasca?

Per molti adolescenti il telefono non è solo uno strumento, è un’estensione di sé. Attraverso lo schermo gestiscono amicizie, passioni, persino ansie e paure. È il mezzo con cui si informano, si divertono, comunicano. Toglierlo, anche solo per cinque ore, equivale a imporre un digiuno tecnologico che non tutti accoglieranno senza difficoltà. Alcuni educatori parlano già di “astinenza digitale”: agitazione, distrazione, continuo impulso a controllare notifiche inesistenti.

Eppure, tra i docenti si respira un cauto ottimismo. «Il cellulare in classe è una distrazione costante», sottolineano insegnanti che da anni denunciano l’impossibilità di competere con i social durante le lezioni. «Questo divieto può ridare dignità al tempo scolastico». Non si tratta solo di più attenzione alla lavagna, ma anche di spazi di relazione più autentici: chiacchiere nei corridoi, risate in cortile, complicità lontane dalle chat.

I critici, però, avvertono: il rischio è trasformare il provvedimento in una battaglia generazionale. «Bisogna spiegare ai ragazzi il senso della misura — ammoniscono alcuni psicologi — altrimenti il divieto verrà vissuto come un’imposizione punitiva, non come un’occasione di crescita». In altre parole, la sfida non è togliere il telefono, ma insegnare a usarlo con consapevolezza.

Il futuro dirà se questo stop di cinque ore sarà ricordato come un passo avanti nella formazione o come un’illusione calata dall’alto. Intanto, i giovani dovranno imparare a colmare quel vuoto che lo smartphone lascia quando tace. Forse, dopo l’iniziale disorientamento, scopriranno che dietro uno sguardo in più, una parola detta a voce, un silenzio condiviso, si nasconde un mondo più ricco di qualsiasi schermo. Perché oltre alle nozioni scolastiche, la scuola può insegnare anche la lezione più preziosa: che la vita reale ha bisogno di occhi che si incontrano, non di dita che scorrono.

CAMPANIA, TELEFONINI IN CLASSE, CODACONS: MISURA RISCHIA DI ESSERE DISAPPLICATA O ELUSA

Al via oggi l’anno scolastico in Campania, con le classi che apriranno le porte con una importante novità: il divieto di utilizzo dei telefonini. Come noto la circolare n. 3392 del 16 giugno del ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, ha esteso alle scuole superiori il divieto di utilizzare i cellulari per l’intera giornata scolastica. Una rivoluzione attesa da tempo che, tuttavia, si sta scontrando con l’opposizione degli studenti, ma anche di molti presidi e insegnanti, e la cui applicazione pratica appare a rischio.

Diversi istituti infatti hanno già messo le mani avanti segnalando le difficoltà logistiche legate al nuovo divieto: dalla vigilanza da parte degli insegnanti all’esigenza di dotarsi di armadietti, contenitori o altri strumenti per conservare i telefonini – spiega il Codacons – C’è poi la possibilità concreta che gli studenti riescano ad eludere la nuova norma, ad esempio introducendo un secondo cellulare non dichiarato in classe.

Vietare lo smartphone a scuola non è solo una misura di civiltà e buonsenso introdotta a favore degli stessi studenti, ma serve anche a prevenire abusi – ricorda il Codacons – I telefonini in classe, infatti, se da un lato rappresentano una fonte di distrazione, dall’altro sono spesso utilizzati dagli studenti per compiere atti di bullismo e per gravi violazioni della privacy.

Per tali motivi l’associazione ha deciso di scendere in campo avviando anche in Campania una iniziativa contro gli istituti della regione che non faranno rispettare il divieto: i genitori i cui figli frequentano scuole che continueranno a far usare i telefonini durante la giornata scolastica, potranno inviare una segnalazione alla mail info@codacons.it . I presidi di tali istituti saranno denunciati dal Codacons per inottemperanza alle disposizioni vigenti e dovranno rispondere della disapplicazione della circolare.

Così come gli studenti rischiano sanzioni – fino alla sospensione – se non si atterranno al divieto sull’uso dei cellulari, allo stesso modo anche le scuole devono essere sanzionate se non faranno rispettare con la massima severità le nuove disposizioni – conclude il Codacons.

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