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Scuola, Di Bari: “Alla repressione bisogna affiancare la prevenzione”

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Da 11 mesi a Napoli e provincia c’è un piano che prevede dei controlli anche con i metal detector per evitare che si possa entrare con i coltelli a scuola.

L’ha voluto il prefetto Michele di Bari che sottolinea però come alla repressione bisogna affiancare la prevenzione: “Bisogna continuare a parlare con i ragazzi, far comprendere loro quanto sia pericoloso e sbagliato avere in tasca un coltello.

Perché basta perdere la lucidità anche per un solo attimo per rovinare la vita altrui, oltre quella propria, per sempre”. L’episodio accaduto a Spezia riaccende l’allarme sulle armi a scuola: tra Caivano e Ponticelli sono stati diversi i sequestri di coltelli trovati negli zaini di alcuni ragazzi.

“Sono soddisfatto dell’attività finora scolta dalle forze dell’ordine dinanzi a diverse scuole del capoluogo ma anche della provincia, dove le pattuglie arrivano negli orari di entrata ed eseguono in pochi minuti i controlli degli zaini.

Il prefetto evidenzia anche un altro dato positivo: “Dopo qualche insofferenza iniziale – spiega – anche gli studenti si sono abituati all’idea di poter essere sottoposti a controlli che vengono eseguiti con grande professionalità.

E per questo ringrazio il questore, Maurizio Agricola , il comandante provinciale dell’Arma dei carabinieri, Biagio Storniolo, e il comandante provinciale della Guardia di Finanza, Carmine Virno”. E c’è un elemento che viene evidenziato con soddisfazione dal prefetto. “Ho saputo che tanti genitori quando hanno appreso dell’avvio del piano di controllo si sono detti contenti”. (ANSA)

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