Se è finito il tempo della speranza, inizia quello delle responsabilità: trovato l’accordo tra il Monaldi e la famiglia Caliendo

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NAPOLI (Di Anna Calì) – Un accordo che mette fine al capitolo civile, ma non cancella le domande rimaste aperte. La vicenda di Domenico Caliendo arriva a un primo punto fermo con l’intesa stragiudiziale raggiunta tra l’Azienda Ospedaliera dei Colli – Monaldi e la famiglia del piccolo, ma il percorso verso la piena verità non può considerarsi concluso.

La firma dell’accordo è prevista per settembre. Sul contenuto economico le parti hanno scelto la riservatezza, sottoscrivendo un verbale che impedisce di divulgare ufficialmente la cifra riconosciuta. Secondo le tabelle di riferimento che di sono vengono utilizzate dal Tribunale ordinario di Milano, tuttavia, il risarcimento dovrebbe attestarsi a poco meno di un milione e mezzo di euro, ma non ci arrivano conferme  certe sulla cifra né sappiamo se Napoli rispetta la stessa tabella di riferimento.

Il legate Petruzzi parla di una cifra congrua, giusta e dignitosa. Tiene anche a sottolineare che è la prima volta che accade una cosa del genere nella storia del Monaldi.

Una somma che riguarda sei familiari aventi diritto: i genitori di Domenico, i due fratellini e i due nonni. La richiesta iniziale avanzata dalla famiglia, attraverso il legale avvocato Petruzzi, era stata di tre milioni di euro. Il confronto tra le parti ha portato così a una soluzione extragiudiziale che consente di chiudere il fronte civile senza arrivare a un processo.

Ed è proprio questo uno degli aspetti sottolineati dalla famiglia. “Siamo pienamente soddisfatti dell’accordo raggiunto e lo è anche mamma Patrizia”, ha spiegato l’avvocato Petruzzi, evidenziando come l’intesa abbia permesso di evitare un lungo procedimento civile che avrebbe potuto rappresentare un ulteriore peso emotivo per i familiari del bambino.

“Il Monaldi ci ha riconosciuto il risarcimento e soprattutto ha evitato alla famiglia altro dolore”, ha aggiunto il legale, sottolineando il valore di una soluzione che, oltre all’aspetto economico, ha consentito di risparmiare ai genitori e ai parenti di Domenico un percorso giudiziario potenzialmente lungo e complesso.

Ma l’accordo non rappresenta la fine della vicenda. Chiusa la parte civile, resta infatti aperto il procedimento penale avviato dalla Procura di Napoli per fare piena luce sulle circostanze che hanno portato alla morte del piccolo.

“Adesso possiamo concentrarci sul procedimento penale”, ha dichiarato Petruzzi, confermando che l’attenzione della famiglia si sposta ora sugli accertamenti volti a chiarire eventuali responsabilità e ricostruire ogni passaggio della vicenda.

Il caso di Domenico Caliendo aveva suscitato profonda commozione. Il bambino era stato inserito nel percorso per un trapianto cardiaco, un intervento vissuto dalla famiglia come una possibilità concreta di salvezza e di futuro. Quel futuro, però, si è interrotto lasciando una ferita profonda e una serie di interrogativi sui quali la magistratura continua a lavorare.

Per questo la parola più importante, oggi, non è soltanto risarcimento: ma responsabilità.

Perché un accordo economico può riconoscere un danno, ma non può restituire una vita. Non può colmare l’assenza di un figlio, di un fratello, di un nipote. Può però rappresentare un passaggio necessario per una famiglia che ha affrontato mesi di dolore e che ora chiede soprattutto risposte.

La vicenda di Domenico pone una riflessione più ampia sul ruolo della sanità pubblica: sull’importanza dei protocolli, della formazione, dell’organizzazione e della capacità di individuare eventuali criticità per evitare che altre famiglie possano vivere lo stesso dramma.

La speranza era quella di vedere un bambino crescere, giocare, diventare grande. Quella speranza si è fermata troppo presto.

Ora resta il compito più difficile: trasformare il dolore in consapevolezza, la tragedia in un’occasione di miglioramento, la memoria di Domenico in un impegno concreto.

Perché se è finito il tempo della speranza, inizia quello delle responsabilità.

E la responsabilità più grande è quella verso la verità, che emergerà con il processo penale.

Caso Caliendo: l’avvocato Petruzzi accetta la proposta transattiva dell’Azienda Ospedaliera dei Colli. L’accordo chiude una complessa vicenda legale. Decisive le verifiche tecniche e giuridiche del comitato valutazione sinistri dell’azienda

L’avvocato Francesco Petruzzi ha formalmente accettato la proposta transattiva formulata dall’Azienda Ospedaliera dei Colli, siglando la conclusione di una complessa vicenda legale. L’accordo giunge al termine di un lungo e articolato lavoro di analisi. La definizione della proposta ha richiesto approfonditi accertamenti di natura sia tecnica sia giuridica.

Questo rigoroso percorso di verifica ha permesso di ricostruire ogni aspetto della vicenda con la massima precisione scientifica e legale. La proposta formulata dall’Azienda, e accettata dall’avvocato Petruzzi, si caratterizza per il totale rispetto delle normative vigenti in materia.

Nello specifico, i parametri di liquidazione del risarcimento del danno sono stati calcolati in stretta osservanza dei criteri legali e secondo l’orientamento giurisprudenziale di riferimento a livello nazionale per garantire l’equità e la congruità del ristoro economico. L’intesa raggiunta soddisfa pienamente le richieste delle parti.

Il risultato dimostra come il rigore metodologico e il confronto basato su dati oggettivi abbiano permesso di trovare una soluzione condivisa, conforme alla legge e idonea a tutelare tutti i diritti coinvolti. Nel corso del procedimento, l’Azienda si è altresì avvalsa del supporto legale degli avvocati Raffaella Di Nardo e Arturo Testa.

Resta impregiudicato il diritto dell’Azienda di esercitare, ricorrendone i presupposti di legge, le azioni di rivalsa e di regresso nei confronti dei soggetti che dovessero essere ritenuti responsabili all’esito dei giudizi.

L’Azienda Ospedaliera dei Colli rinnova, infine, il proprio sentimento di rispetto e vicinanza alla famiglia Caliendo, nella consapevolezza del profondo dolore che questa tragica vicenda ha comportato.

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