In data 09.04.2026 ore 16:15, in Napoli via Casoria n. 73 presso centro demolizioni e rottamazioni di Margarita Carlo già sottoposto a sequestro penale, tratto in arresto MARGARITA Stefano 06.12.1996 Napoli, pregiudicato per stupefacenti, rapina aggravata, detenzione e porto di arma comune da sparo.
MARGARITA Stefano veniva colto nella flagranza del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione illegale di armi, ricettazione, violazione dei sigilli.
All’ interno del centro demolizioni nella sua piena disponibilità venivano rinvenuti e posti sotto sequestro:
– 485 gr lordi di cocaina
– 20 gr lordi di hashish
– 220 gr di bicarbonato di sodio (sostanza da taglio)
– fucile Beretta cal. 12 provento di furto
– fucile Benelli cal. 120 provento di furto
– pistola semiautomatica Beretta 7,65 provento di furto (rubata presso Comando Polizia Municipale di Frattaminore)
– 15 proiettili cal. 7,65
– 38 proiettili cal. 12
– materiale per preparazione e confezionamento di stupefacenti (bilancino, coltello, bussolotti in plastica vuoti, macchina sottovuoto e relative buste).
Termine formalità di rito MARGARITA Stefano associato casa circondariale Poggioreale.
La periferia di Napoli continua a bruciare. L’ultimo raid a Secondigliano, in corso Italia, dove i sicari hanno colpito Salvatore Marino tra la folla a mezzanotte, è solo l’ennesimo capitolo di una guerra urbana che non risparmia nessuno. Una tensione che ha già seminato terrore a San Pietro a Patierno e Ponticelli, dove pochi giorni fa si è consumata l’ennesima tragedia evitabile.
Il deputato di Alleanza Verdi-Sinistra, Francesco Emilio Borrelli, interviene con parole durissime sulla gestione della sicurezza e sull’ultimo drammatico omicidio di Ponticelli:
“La situazione è ormai fuori controllo e la morte di Fabio Ascione ne è la prova più dolorosa. Fabio era un ragazzo di 20 anni che sembrerebbe estraneo alle dinamiche di camorra, un giovane la cui unica colpa pare sia stata quella di trovarsi nel posto sbagliato. Gli inquirenti lo hanno confermato: i killer cercavano un altro, ma hanno scaricato il loro odio probabilmente su un innocente. È inaccettabile che a Napoli si muoia così, per un errore di mira o di persona, in un territorio dove i clan si sentono padroni di decidere chi deve vivere e chi deve morire.”
Borrelli scaglia poi un duro atto d’accusa contro l’inefficacia delle politiche governative:
“Mentre il Governo si riempie la bocca con il ‘Modello Caivano’, le nostre strade restano zone di guerra. Quella è stata solo propaganda: nei fatti, il modello non è stato applicato altrove e quartieri come Secondigliano e Ponticelli restano sguarniti. La carenza di agenti è cronica, i presidi di legalità sono inesistenti e lo Stato sembra aver issato bandiera bianca. Dove sono i rinforzi promessi? Dove sono le telecamere e il controllo capillare del territorio?”
Il deputato conclude chiedendo interventi d’urgenza:
“Non possiamo limitarci a contare i morti e a fare le condoglianze alle famiglie distrutte. Quanti giovani dobbiamo ancora sacrificare sull’altare della camorra prima di vedere una risposta muscolare delle istituzioni? Serve un’operazione verità: la sicurezza a Napoli non si fa con i tweet, ma con gli uomini e i mezzi nelle strade. Se non ci si occupa fisicamente di questi quartieri, la camorra continuerà a sparare nel mucchio.”














