“Le parole dell’amministratore delegato della Tangenziale di Napoli, Luigi Massa, rilasciate a Il Mattino, sono gravissime e confermano ciò che denunciamo da tempo: una gestione distante dai cittadini e totalmente scollegata dalla realtà quotidiana di chi subisce disagi, rincari e inefficienze.”
Così il deputato Francesco Emilio Borrelli, che ha annunciato una nuova interrogazione parlamentare al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti dopo le dichiarazioni dell’AD di Tangenziale di Napoli sull’aumento del pedaggio e sulla gestione dei resti da cinque centesimi.
“Non solo Massa ammette apertamente i problemi legati alla cattiva gestione dei resti e dei pagamenti – prosegue Borrelli – ma arriva persino a suggerire ai cittadini di inviare una mail con il proprio IBAN per riavere cinque centesimi. È una proposta surreale, offensiva e irrispettosa: è davvero credibile immaginare che migliaia di persone debbano perdere tempo per recuperare somme che, sommate, valgono milioni di euro all’anno per le casse della Tangenziale?”
Secondo le stime riportate nell’interrogazione, l’aumento di cinque centesimi genera un indotto di circa 5 milioni di euro annui, cifra che – considerando i resti mai erogati o erogati in modo errato – potrebbe triplicarsi.
“Altro che problema marginale – incalza il deputato – qui siamo davanti a un meccanismo che pesa sulle tasche dei cittadini e che viene liquidato con un’alzata di spalle. Per questo riteniamo che l’amministratore delegato non abbia più la credibilità necessaria per continuare a ricoprire questo ruolo e debba dimettersi.”
Nell’interrogazione parlamentare Borrelli chiederà inoltre massima trasparenza su un altro punto cruciale:
“Vogliamo sapere con esattezza come sono stati spesi i 135 milioni di euro previsti e annunciati. I cittadini hanno il diritto di conoscere nel dettaglio la destinazione di queste risorse, soprattutto a fronte di un bilancio che la stessa società definisce ‘in rosso’.”
“La Tangenziale di Napoli è un’infrastruttura fondamentale – conclude Borrelli – ma non può essere gestita scaricando inefficienze e costi sui cittadini, trattati come numeri e non come persone. Continueremo a vigilare e a portare questa vicenda in Parlamento finché non arriveranno risposte chiare e soluzioni concrete.”















