NAPOLI – In Italia ogni giorno gira un solo taxi ogni 2000 abitanti. Nelle grandi città migliaia di queste vetture hanno oltre dieci anni di vita e, a seconda della zona del Paese in cui ti trovi, per il medesimo chilometraggio puoi arrivare a pagare fino al doppio del prezzo. Lo dice l’ultimo report stilato dall’Autorità per i Trasporti, che dipinge un quadro a tinte fortemente tetre.
“Un servizio anacronistico – commentano le associazioni Ncc italiane – che propone quotidianamente attese logoranti e ritardi sicuri a causa del numero ristretto di vetture, scomodità per la loro vetusta carta di identità e prezzi stellari, tarati senza alcuna logica sul luogo e non sul servizio in sé. A Taormina una corsa breve (5 km) costa 10 euro, ma se sei a Sorrento ne paghi 22. Il fatto che a denunciarlo non siamo noi, ma il principale Ente deputato al monitoraggio di questo segmento, è oltremodo preoccupante”.
Eppure il cambiamento fatica a farsi spazio: “Purtroppo – proseguono la sigle – questo è uno scenario sedimentato grazie anche a chi, come i parlamentari in quota Lega Edoardo Rixi ed Elena Maccanti, alza barricate per difendere lo status quo. Tutto questo a detrimento delle più basilari regole della concorrenza di mercato e, naturalmente, del servizio offerto ai clienti”.
“Crediamo – concludono gli Ncc – che questa situazione stagnante e penalizzante debba mutare in fretta: dai candidati alla tornata elettorale del 25 settembre aspettiamo risposte irrimandabili”.















