SALERNO – L’operazione di oggi è l’ulteriore conferma come le risorse ambientali rimangono ad alto rischio di predazione ecocriminale. È urgente affiancare alla risposta giudiziaria, che in questi anni ha portato dei buoni risultati, una risposta politica-istituzionale ancora troppo carente. Siamo ancora in attesa che inizi concretamente con tempi e regole certe la bonifica del territorio, di azioni concrete per la chiusura del ciclo integrato dei rifiuti che fermino quei “tour” che da sempre alimentano le ecomafie. La lotta all’ ecomafia deve diventare la vera priorità per la Campania. E’ una sfida che si può vincere solo se il mondo imprenditoriale e sociale virtuoso, la politica e le istituzioni si mettono insieme per fare concretamente e con serietà. Solo così possono dimostrare di avere a cuore il rilancio dell’economia del Mezzogiorno sotto il segno dell’efficienza, dell’innovazione e della sostenibilità». In una nota Mariateresa Imparato,presidente Legambiente Campania commenta l’operazione dei carabinieri che ha smantellato un’organizzazione criminale che seppellivano rifiuti tossici nella Piana del Sele

Secondo gli ultimi dati del Rapporto Ecomafia di Legambiente nel ciclo dei rifiuti nel 2019 in Provincia di Salerno si registrano 270 infrazioni con un incremento record +96% rispetto lo scorso anno con 276 persone denunciate e 10 arrestate con ben 111 sequestri.

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