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Napoli

Un anno dopo Scampia: da nove a sei gli indagati. Chi è davvero chiamato a rispondere? (VIDEO)

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NAPOLI (Di Anna Calì) – 22 luglio 2025, un anno dopo il crollo della Vela Celeste di Scampia che uccise tre persone, ferendone undici, di cui sette bambini. 365 giorni dopo lo scenario investigativo è completamente cambiato e il cerchio si è ristretto: da nove a sei indagati.

Le accuse, coordinate dai pm Manuela Persico e Mario Canale, sono pesantissime: omicidio colposo plurimo, disastro colposo, lesioni gravissime. I sei indagati, tutti dirigenti dei servizi Patrimonio e Politiche per la Casa, sono chiamati a rispondere di anni di inerzia istituzionale, di mancata manutenzione e soprattutto della decisione (o meglio, dell’indifferenza) che ha lasciato famiglie intere vivere in una struttura definita inagibile già  dieci anni prima.

Infatti, l’inchiesta è divisa in due: la prima riguarda il crollo materiale: il ballatoio al terzo piano era malridotto, corrosione estesa e giunti rotti. Le relazioni tecniche lo certificavano da tempo. Nulla è stato fatto.

La seconda è ancora più inquietante: il mancato sgombero; ovvero nel 2015, la giunta De Magistris firmò un’ordinanza per evacuare la Vela Celeste. È rimasta nei cassetti. Gli uffici competenti, ora sotto inchiesta, non mossero un dito. Quelle firme oggi pesano come lapidi.

Un foglio di carta che avrebbe dovuto salvare vite, finito in un cassetto come mille altri, sepolto dal silenzio degli uffici, dall’omertà e dal menefreghismo istituzionale.

Nessuno ha voluto prendersi la responsabilità di alzare la voce, nessuno ha osato applicare l’atto più semplice: far evacuare un palazzo che tutti sapevano pericoloso. Il risultato è nelle foto di quella sera: corpi, macerie, urla nel buio.

All’indomani della tragedia, l’amministrazione cittadina ha rilanciato il progetto ReStart Scampia, già in corso da anni ma mai decollato davvero. Un piano da oltre 100 milioni di euro che promette abbattimenti, alloggi nuovi, riqualificazione.

Dopo il crollo, la Vela Celeste è stata sgomberata in fretta e, in seguito è avvenuto l’abbattimento delle altre strutture.

“Dovevano abbatterle vent’anni fa, invece hanno aspettato che morisse qualcuno”, dice una donna evacuata dalla Celeste, oggi in attesa di sistemazione definitiva. Intanto, molte famiglie sfollate sono ancora in alloggi provvisori o fuori quartiere.

Nessuno degli indagati è stato sospeso dal servizio. Alcuni continuano a lavorare negli uffici tecnici del Comune. Tutti hanno presentato memorie difensive, contestando le accuse. Nei prossimi mesi, si attende la decisione della Procura: rinvio a giudizio o archiviazione. Ma a Scampia il tempo ha un peso diverso. Ogni giorno in più è un’offesa per chi ha perso una figlia, un fratello, una madre.

E in un quartiere dove per troppo tempo la giustizia è stata un miraggio, il rischio più grande è l’assuefazione.

Il crollo della Vela Celeste non è stato solo un incidente, se così lo si può definire. È stato il simbolo fisico del collasso istituzionale. Un pezzo di cemento caduto nel vuoto lasciato dalla politica, dall’amministrazione, dalla manutenzione negata, dallo Stato assente.

Oggi, mentre si parla di rinascita e si tagliano nastri di nuovi cantieri, resta una domanda senza risposta: chi pagherà per quello che è successo?

Nel frattempo, questa sera a Scampi si terrà una fiaccolata commemorativa per le vittime del crollo.

“Ad un anno dal terribile crollo del ballatoio della Vela Celeste per cui tre persone, Roberto, Margherita e Patrizia, morirono, lasciando attonita un’intera comunità e altre undici rimasero ferite, tra cui sette bambini, Scampia scende in piazza e lo fa per ricordare, ma soprattutto per continuare a stare al fianco di quelle famiglie che con quella tragedia hanno perso tutto. Una terribile tragedia che mise in luce le fragilità delle strutture delle Vele di Scampia, fatte di degrado e problemi di manutenzione, le stesse da noi denunciate per anni.
Stasera ci ritroveremo in via Gobetti alle 21.00 e cammineremo insieme fino alla Vela Celeste, per continuare a stare al fianco del nostro popolo.
Noi ricordiamo tutto. Il boato. Le urla. L’orrore. Ma anche quella solidarietà che travolse i cuori di tutti e tutte, una solidarietà coraggiosa, determinata, concreta, che raggiunse l’Università di Scampia , li dove una comunità sgomenta e terrorizzata per quanto stava accadendo ritrovò brandine, cibi a lunga conservazione, giocattoli per bambini, carta igienica, omogeneizzati. Quelle lacune istituzionali lasciarono il posto ad una rete straordinaria, travolgente, con pochissimi precedenti e per la quale non smetteremo mai di ringraziare artisti, associazioni, militanti, semplici cittadini.
Scampia sta cambiando. Portandosi dietro le ferite del crollo, il nostro quartiere si è recentemente lasciato alle spalle le macerie dell’abbattimento della Vela Gialla, avviandosi ad abbattere quella Rossa mentre iniziano a sorgere le sagome, come sogni al chiaro di luna, dei nuovi alloggi. Tutto ciò è stato possibile grazie al nostro sangue, al nostro sudore, alle urla nel megafono di Vittorio Passeggio e di tutti quelli che insieme a lui hanno lottato per restituire dignità a quella Scampia famosa in tutto il mondo per il tetro odore della morte, del malaffare. Rivendichiamo con orgoglio quanto fatto fino ad ora e al nostro popolo promettiamo che porteremo a compimento questa straordinaria battaglia, condotta da donne e uomini straordinari con la schiena dritta, la testa ben alzata ed il cuore ricolmo

di speranza.
Oggi, come un anno fa, non scenderemo sul terreno della polemica. La giustizia farà il suo corso e se qualcuno ha avuto delle responsabilità per i tragici avvenimenti dello scorso 22 luglio, ne risponderà nelle sedi preposte.

A noi oggi interessa solo ricordare chi non c’è più e rimanere al fianco di chi in un alloggio provvisoria aspetta ancora di poter tornare a casa sua.

Una casa che non dimenticherà mai nessuna e che continueremo a costruire mattone su mattone, dando corpo a quel quartiere fatto di servizi, cultura, aggregazione, attività sociali che tanto abbiamo agognato e che con tanta fatica, monitorando pedissequamente l’operato delle istituzioni, abbiamo intenzione di mettere su.

Scampia vuole tutto.
E, soprattutto, Scampia non dimentica”.  Il comitato delle Vele

Crollo Vela Scampia, Manfredi ‘oggi giorno della memoria’
Un anno fa 3 morti, il sindaco: “a maggio pronti 5 nuovi edifici”
(ANSA) –  “Oggi è il giorno della memoria. Un anno fa il crollo alla vela Celeste a Scampia provocò tre morti e diversi feriti. A distanza di un anno, insieme agli abitanti del quartiere, stiamo cambiando il volto di Scampia. Prima le demolizioni, poi nuovi alloggi, servizi e un programma di rigenerazione urbana e sociale”. A scriverlo, sulle sue pagine social, è il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, che così ricorda il crollo che un anno fa face tre vittime e diversi feriti proprio alla vela Celeste. Il primo cittadino lo fa pubblicando anche una serie di dati sugli interventi effettuati e programmati per l’area di Scampia, evidenziando che per il quartiere sono cinque gli edifici in corso di costruzione (A1, A2, A3, A4 ed L), per complessivi 163 alloggi che, stando ai dati che fornisce Manfredi, saranno pronti entro maggio del prossimo anno. Il sindaco di Napoli indica anche i prossimi passi: a luglio sarà pronto il cantiere per la Vela Rossa, a settembre la demolizione della stessa Vela Rossa. A gennaio del prossimo anno l’avvio delle costruzioni sulle aree liberate e a dicembre del 2026n la conclusione dei lavori per 438 alloggi, di un centro civico e di un asilo. (ANSA).

 

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