Vince la preside della Levi, Lino taglia le treccine! (VIDEO)

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    NAPOLI – Le treccine blu elettrico, da domani, saranno solo un ricordo.

    Il ragazzino di 13 anni a cui la preside ha vietato, lo scorso venerdì di entrare a scuola, la Ilaria Alpi-Carlo Levi di Scampia, periferia nord di Napoli, per la sua acconciatura, ha deciso di tagliare le treccine per mettere tutto e tutti a tacere. “E’ una decisione di mio figlio che dimostra di essere una persona matura”, dice Carla la mamma.

    E sulla maturità del ragazzo la madre e la preside dell’Istituto, Rosalba Rotondo, sono d’accordo. “Dopo le lezioni ha chiesto di incontrarmi – racconta la preside – la mia porta è sempre aperta e mi ha detto di avere intenzione di tagliare le treccine, mi ha chiesto scusa per tutto quello che è successo”.

    Parole, quelle pronunciate dal ragazzino che, per la preside “sono state di sollievo dopo questi giorni turbolenti.

    E’ un ragazzino molto intelligente a dicembre si esibirà, con altri alunni, al San Carlo di Napoli. A scuola vogliamo che continui a coltivare la passione per il pianoforte, la musica”.

    “Restiamo basiti dinanzi all’atteggiamento della dirigente scolastica dell’Istituto Alpi-Levi di Scampia che ha ribadito che lo studente con le treccine non potrà accedere alle lezioni fino a quando si presenterà con quella acconciatura. La troviamo una decisione ingiustificabile e arbitraria.

    Non c’è alcuna attinenza tra il decoro e il taglio di capelli. Tra l’altro il regolamento scolastico cita esclusivamente l’abbigliamento, come è giusto che sia, senza prevedere nulla per quanto riguarda l’acconciatura.

    Non capiamo dunque in base a quale norma o regola lo studente non sia stato ammesso alle lezioni”. Lo affermano il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli e il conduttore de “La Radiazza” su Radio Marte Gianni Simioli.

    “Tenendo conto che il regolamento cita esclusivamente l’abbigliamento è palese che la decisione di impedire l’accesso alle lezioni allo studente delle treccine è determinato unicamente dal gusto personale della dirigente scolastica.

    Torniamo a ribadire che una decisione assunta sulla base di preferenze personali è assolutamente arbitraria e ingiustificabile.

    Lo studente, che sta perdendo giorni di scuola, ha annunciato a ‘Il Mattino‘ che rimuoverà le treccine pur di tornare tra i banchi. La dirigente si sta assumendo una grande responsabilità.

    Non vorremmo che da un atto con finalità educativa si passasse ad una coercizione della determinazione personale di un ragazzino che è in piena età evolutiva”.(ANSA)

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