Zona gialla, riapertura a rilento e ristoranti vuoti. In piazza la protesta del mondo del wedding (VIDEO)

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    NAPOLI – Dopo due mesi di chiusure e zona rossa ci si aspettava una risposta diversa del pubblico dei bar e dei ristoranti.

    Stamattina primo giorno di zona gialla tavolini dei bar tristemente vuoti così come i tavoli dei ristoranti dal centro al lungomare.

    C’è chi come il Gambrinus non ha nemmeno riaperto. In molti temono l’effetto crisi e la mancanza dei turisti.

    Davanti alla sede della Giunta regionale della Campania in via Santa Lucia, i professionisti del settore Matrimoni ed eventi privati hanno organizzato una manifestazione di protesta contro la mancata indicazione di una data per la ripartenza per le attività del comparto.

    Ad organizzarla, in contemporanea con altre 11 capoluoghi di Regione, UNANIME – la confederazione delle associazioni di categoria del settore Matrimoni ed Eventi –, in collaborazione con Filiera Eventi Unita e, per la piazza di Roma con Insieme per il Wedding.

    “Il governo – spiega Alessandra Petillo capodelegazione di Federmep – ha indicato date per ogni tipo di attività, ma non per i matrimoni e gli eventi privati. Una decisione incomprensibile che rischia di bruciare anche la stagione estiva, dopo 14 mesi di inattività. Tanto più incomprensibile perché non è stato preso in considerazione il protocollo per la ripartenza che abbiamo consegnato alla Conferenza delle Regioni. Per questa ragione saremo davanti alla Giunta regionale per sollecitare il presidente Vincenzo De Luca a raccogliere il nostro appello e a far sentire la voce di un comparto che merita rispetto”.

    Tre le richieste sul tavolo: oltre a una ripartenza immediata dei matrimoni e degli eventi, l’ampliamento del fondo a sostegno delle imprese del settore istituito dal decreto Sostegni e una accelerazione nella liquidazione dei ristori. Sullo sfondo una class action per il risarcimento dei danni subiti.

    “Siamo professionisti responsabili, attenti ad ogni dettaglio. Compresa la sicurezza per i nostri clienti. Dopo oltre un anno di inattività chiediamo una cosa straordinaria: ricominciare a lavorare”, conclude Alessandra Petillo.

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