SOMMA VESUVIANA – “Proprio dai restauri effettuati nel Complesso Monumentale di Santa Maria del Pozzo, è partito un progetto innovativo di narrazione del paese: ragazzi del territorio che raccontano così, in questo modo il loro territorio e lo fanno attraverso la realizzazione di un prodotto multimediale con video, pannelli e testo scritto. Il Liceo scientifico-classico “E. Torricelli” ha aderito all’iniziata FAI “Giornate d’ Autunno” 2020, per promuovere nei propri studenti la conoscenza e la fruizione consapevole del patrimonio storico-artistico del territorio di appartenenza nello spirito dell’art. 9 della Costituzione”. Lo ha dichiarato Anna Giugliano, Preside del Liceo Scientifico “Evangelista Torricelli” di Somma Vesuviana. E Sabato 24 Ottobre, alle ore 10 e 30, presentazione alla stampa degli affreschi restaurati risalenti all’anno 1000 d.C. La stampa potrà scendere nella chiesa sotterranea di Santa Maria del Pozzo in Somma Vesuviana. Il tutto nel pieno rispetto delle norme di sicurezza sanitaria.

“Il progetto FAI si inserisce nell’ambito dei Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento (PCTO) che il nostro Istituto mette in campo al fine di favorire l’integrazione delle conoscenze con esperienze pratiche altamente formative, creando occasioni di studio dentro e fuori l’aula. La finalità del progetto è sensibilizzare i giovani studenti alla “presa in carico” di un bene d’arte – ha proseguito la Preside Giugliano – nello specifico il complesso monumentale di Santa Maria del Pozzo, un gioiello architettonico della Città di Somma Vesuviana che testimonia ben duemila anni di storia del sito in cui sorge. Illustrandolo ad un pubblico adulto, gli allievi si sentiranno così direttamente coinvolti nella vita sociale e culturale della propria comunità”.

La stampa potrà filmare e vedere gli affreschi restaurati del Trecento ma anche del Seicento, sui quali ora sono in corso studi per risalire agli autori. Entreremo nelle cripte al cui interno riposano ossa che saranno oggetto di altri studi specifici. Come morirono le persone sepolte? E chi erano?

“Il complesso monumentale, formato dalla chiesa e dal convento, sorge sulla costruzione più antica della chiesa inferiore, ristrutturata da Re Roberto d’Angiò nel 1333 per ricordare l’incontro tra Giovanna, (erede al trono di Napoli) con Andrea (figlio di Carlo Roberto Re d’Ungheria) nella località denominata “i prati di Nola” ed identificata con il territorio ad oriente del palazzo reale di Starza della Regina.

Nel 1488 un’alluvione causò gravi danni alla chiesa che rimase sepolta sotto fango e pietre. Bisognerà aspettare – ha dichiarato Mario Romano, Coordinatore Territoriale del Fondo Ambiente Italiano – i primi anni del XVI secolo quando Giovanna III d’Aragona, volle la costruzione di una nuova chiesa con annesso convento, che si decise di edificare al di sopra di quella precedente e non in sua sostituzione.

La regina Giovanna, dopo la morte del marito, si era ritirata nel palazzo della Starza della Regina nella stessa contrada ed ottenuta la concessione, a sue spese, fece costruire da maestranze catalane l’imponente convento e la magnifica chiesa superiore, dedicandola alla Vergine Annunziata e adornandola di molte opere d’arte.

L’antica chiesa non fu distrutta ma interrata e venne a trovarsi proprio sotto l’abside di quella superiore.

Alle pendici del Vesuvio sorge dunque il complesso monumentale di Santa Maria del Pozzo. Luogo palpitante e di riferimento per la città di Somma Vesuviana, nel napoletano, integrato vivamente nel territorio. Un monumento protagonista che ha visto con i suoi stessi occhi il trascorrere di varie epoche storiche del nostro Mezzogiorno. Dal periodo romano attraversando l’età angioina ed aragonese fino a Murat e a i giorni nostri. Il complesso accoglie presidi romani come la cisterna per poi passare alla policromia bizantina dell’abside anteposta alla tridimensionalità delle arti raffigurative successive, angioina prima e aragonese poi. Parte del recupero è stato possibile grazie ai fondi della Comunità Europea. Ad abitare e a curare il complesso vi sono i monaci francescani di origine polacca che custodiscono preziosi libri miniati, il chiostro e la chiesa con i preziosi quadri di maestranza catalana. Il FAI che, per sua natura, ricerca e promuove luoghi di interesse culturale, architettonico e archeologico innestati con l’ambiente, ha ritenuto necessario dar risonanza ad un monumento unico, rappresentativo e narratore del territorio. Un’ occasione per mostrare ad un pubblico di respiro nazionale questo scrigno colmo di bellezza. Non mancate!”.

Quali le tecniche utilizzate? Restaurato affresco della Madonna nella chiesa del Trecento! Scoperta la figura di San Pietro da Verona.

“La chiesa edificata da Roberto D’Angiò nel 1333 è sotto il Complesso francescano voluto da Giovanna III D’Aragona ai primi del XVI secolo.

Restaurato l’affresco della Madonna che si trova sotto la chiesa del Trecento. Grazie all’intervento di restauro sono emerse le identità di ben quattro figure come quella di San Pietro da Verona. Dunque dalla sala semicircolare della chiesa edificata da Roberto D’Angiò nel 1333 scenderemo ancora ad una più piccola ed antica cappella comunemente detta “pozzo”, dove impera l’affresco della Madonna del Latte, perché intenta ad allattare Gesù. Oltre all’immagine della Madonna seduta su una panca con Figlio al seno, nel pozzo, vi sono altre quattro figure intere – ha affermato Emanuele Coppola, Direttore dei Beni Culturali del Complesso Monumentale di Santa Maria del Pozzo – l’una di seguito all’altra, di cui oggi, grazie all’intervento di restauro, si conosce la vera identità. L’uomo ritratto, recante nella mano destra un libro e nella sinistra una penna d’oca, è San Pietro da Verona, con a fianco un’immagine della Madonna con Figlio in grembo. Il “pozzo”, al cui interno si trova la piccola cappella è ciò che resta di un’antica villa rustica romana, un luogo adibito alla conservazione del vino, dunque una “cella vinaria”.

Sabato 24 Ottobre – briefing stampa – ore 10 e 30 – per ammirare gli affreschi restaurati, scendere nelle chiese sotterranee, a fare da cicerone saranno: Emanuele Coppola, Direttore dei Beni Culturali del Complesso Monumentale di Santa Maria del Pozzo, Anna Giugliano, Preside del Liceo Scientifico “Evangelista Torricelli” di Somma Vesuviana, Mario Romano, Coordinatore Territoriale del FAI, Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana, Rosalinda Perna, Assessore ai Beni Culturali del Comune di Somma Vesuviana e soprattutto i giovani studenti del Liceo Scientifico “Evangelista Torricelli” di Somma Vesuviana, per l’occasione volontari FAI.

Nella chiesa di D’Angiò anche opere del Seicento, ed il cui restauro ha portato a risultati importanti. Tali opere saranno mostrate alla stampa Sabato 24 Ottobre, alle ore 10 e 30 con un briefing stampa contingentato nel rispetto delle norme di sicurezza e di distanziamento.

“Dopo gli ultimi interventi seicenteschi, più nessuno, almeno non in maniera significativa, si era occupato della preziosa chiesa di Santa Maria del Pozzo e l’incuria si era protratta fino ai giorni nostri.

Noi abbiamo restituito alla collettività uno dei monumenti più rappresentativi del territorio vesuviano, con tutto il patrimonio storico, artistico, architettonico ed archeologico che lo caratterizza e lo contraddistingue.

Nella chiesa sotterranea, nel 1603, «l’altare maggiore aveva l’immagine di S. Maria della Corona protetta da un vetro con avanti un cuscino di seta di colore giallo-verde. La mensa, di abete – ha concluso Coppola – era rivestita di pelli dorate ed aveva tre tovaglie e due candelabri. Davanti all’altare v’erano una campana, detta comunemente di “ramocipro”, ed un grande candelabro per reggere le torce durante la Messa. Altri due altari, più piccoli e decentemente ornati, erano l’uno di fronte all’altro sulle pareti perimetrali della navata. All’ingresso, forse sulle scale, v’era un cancello di legno sormontato da un Crocifisso al quale i fedeli accendevano devotamente torce e candele”.

E su Santa Maria del Pozzo l’Amministrazione annuncia un grande progetto di riqualificazione urbana.

“Si tratta di un progetto – ha concluso Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana – che prevede la creazione di un’ampia Villa Comunale che sarebbe la prima nel nostro paese, ma anche di un parco scolastico nuovo collegato sia al Complesso Monumentale che alla Villa Augustea. Inoltre già sta partendo l’installazione della nuova pubblica illuminazione”.

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