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NAPOLI – Al via domani 8 novembre a partire dalle ore 21.00 la programmazione in streaming del Teatro di San Carlo in diretta sulla webtv www.cetv-online.it e in contemporanea anche sui profili social e youtube del Teatro.

Il Massimo napoletano dunque, osservando il Dpcm dello scorso 24 ottobre, ha sospeso gli spettacoli dal vivo ma prosegue l’attività interna di Orchestra, Coro e Balletto che saranno protagonisti, dall’8 al 22 novembre, di una nuova programmazione in streaming concepita ad hoc.

Il primo concerto, in diretta domani 8 novembre alle ore 21.00, è interamente dedicato a Ludwig van Beethoven in occasione del 250° anno dalla nascita del compositore.

Sul podio Juraj Valčuha alla guida dell’Orchestra del Teatro di San Carlo in un programma che include la Sinfonia n.1 in do maggiore op.21 e la Sinfonia n. 4 in si bemolle maggiore, op. 60.

Il Teatro di San Carlo partecipa anche ad “Aperti nonostante tutto”, iniziativa dell’Anfols, l’Associazione delle Fondazioni lirico-sinfoniche italiane. Il progetto consiste in una programmazione nazionale che vede la partecipazione di tutte le Fondazioni liriche italiane. Lo streaming sarà online sulla piattaforma messa a disposizione dall’Ansa e anche sui canali social ufficiali Facebook e Youtube e nell’area comunicazione del sito web del Teatro.

I prossimi appuntamenti che saranno trasmessi in streaming dal Teatro di San Carlo sono:

– Giovedì 12 novembre alle ore 22.00 il direttore musicale sarà nuovamente sul podio per dirigere la versione per orchestra del Notturno n.1, op. 70 di Giuseppe Martucci e la Sinfonia n.6 in si minore op.74 “Patetica” di Pëtr Il’ič Čajkovskij.
– Domenica 15 novembre alle ore 21.00 sarà la volta del Balletto del Teatro di San Carlo con Le Quattro Stagioni, coreografia che Giuseppe Picone ha realizzato sulle musiche di Antonio Vivaldi.
– Mercoledì 18 novembre alle 21.30 il Coro del Teatro di San Carlo diretto da Gea Garatti Ansini eseguirà La petite messe solennelle di Gioachino Rossini nella versione per soli, coro, due pianoforti e armonium.
– Domenica 22 novembre alle 21.30 protagonista il Quartetto d’archi del Teatro di San Carlo composto da Cecilia Laca, Luigi Buonomo, Antonio Bossone e Luca Signorini. La formazione cameristica eseguirà il Quartetto per archi n. 8 in do minore, op. 110 di Dmitrij Šostakovič e il Quartetto per archi n.4 in do minore, op. 18 di Ludwig van Beethoven.

Teatro di San Carlo – Streaming
Domenica 8 Novembre 2020, disponibile online a partire dalle ore 21.00

/ Concerto in streaming
JURAJ VALČUHA
Direttore | Juraj Valčuha

Ludwig van Beethoven
Sinfonia n.1 in do maggiore op.21
Sinfonia n. 4 in si bemolle maggiore, op. 60

Orchestra del Teatro di San Carlo

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Cenni storici:
Nel 2020 ricorre il 250° anniversario della nascita di uno dei massimi compositori di tutti i tempi, Ludwig van Beethoven, avvenuta a Bonn nel dicembre 1770. Il concerto odierno, omaggio affettuoso dell’Orchestra del Teatro di San Carlo all’anniversario beethoveniano, mette a confronto due opere due opere relativamente meno note nell’insieme delle nove sinfonie scritte da Beethoven. Si tratta infatti della Prima sinfonia scritta dall’ancora giovane compositore pochi anni dopo il suo arrivo a Vienna tra il 1799 e il 1800, che segna il passaggio tra due secoli e due epoche, e della Quarta sinfonia, eseguita per la prima volta solo sette anni più tardi, ma già intrisa delle rivoluzionarie novità formali di un Beethoven in febbrile attività. La Prima Sinfonia fu iniziata da Ludwig van Beethoven non ancora trentenne, e la sua prima esecuzione a Vienna nel 1800, diretta dal compositore, provocò entusiasmo in una parte del pubblico ma anche indignazione: i contemporanei non restarono indifferenti alle novità e infatti si ritrovano molti degli elementi che costituiranno lo stile delle successive sinfonie beethoveniane. Si compone di quattro movimenti di cui il più particolare è sicuramente il terzo, chiamato ancora da Beethoven Minuetto secondo la tradizione settecentesca, ma che possiamo già riconoscere come uno Scherzo, che sarà tipico della sinfonia ottocentesca grazie proprio al modello beethoveniano. L’ ultimo tempo riassume il carattere positivo e solare di tutta la sinfonia, con la particolarità di partire da un avvio indeciso per arrivare poi alla conclusione in maniera luminosa e determinata. Questa prima sinfonia ufficiale non fu l’opera di un principiante: Beethoven aveva già presentato a Vienna un primo concerto per pianoforte e orchestra e solo due anni dopo l’esecuzione della Prima Sinfonia era già al lavoro sui temi della grandiosa Terza sinfonia. Insomma non esiste un Beethoven “minore” e anche questa sua prima sinfonia è parte del suo straordinario progetto creativo che rivoluzionò per sempre la musica occidentale. Se la Prima ha sempre sofferto del confronto con i grandi capolavori di Mozart e Haydn cui sembrava ancora riferirsi, la Quarta Sinfonia appare stritolata tra due opere possenti come la Terza Sinfonia, l’“Eroica” che consacrò Beethoven come il più grande sinfonista vivente, e la Quinta, tuttora un mito per il pubblico di tutto il mondo. Ma non si tratta certo di una sinfonia meno riuscita o meno rivoluzionaria. Dei quattro tempi in cui si compone questa sinfonia, il primo inizia con una Introduzione lenta, proprio come la prima sinfonia, ma questa volta molto più prolungata, con accordi misteriosi in pianissimo, quasi per esaltare l’esplosione sonora dell’Allegro che segue. Ma è il secondo tempo quello che rappresenta maggiormente le novità di quest’opera, come notò subito Berlioz, esaltandone il carattere tenero e voluttuoso. Dopo un elaborato scherzo la sinfonia si conclude con un breve finale leggero, quasi spensierato, ma ricco di energia grazie ad un motivo melodico in “moto perpetuo”. Nei pochi anni intercorsi tra la Prima e la Quarta, Beethoven aveva di fatto minato alle fondamenta la struttura stessa della sinfonia classica ereditata da Haydn, operando la sua rivoluzione formale dall’interno e preparando così i capolavori successivi.

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