NAPOLI – Al via la quindicesima edizione del Campania Teatro Festival, la sesta diretta da Ruggero Cappuccio, organizzata dalla Fondazione Campania dei Festival, presieduta da Alessandro Barbano, e realizzata con l’impegno concreto della Regione Campania. Lunga apertura di sipario, dal 10 giugno al 12 luglio, per la rassegna che rinnova la multidisciplinarietà come paradigma dell’intera kermesse. Un’edizione che include quest’anno nuova sensibilità e maggior cura per l’eco-sostenibilità: Fifteen is green è lo slogan che accompagna il ribadito Il teatro rinasce con te. Palcoscenico, per 145 eventi in 9 sezioni, saranno i luoghi più suggestivi della Campania. Il cuore del Festival, la sua sede principale e vera cittadella della cultura, sarà ancora una volta il Museo e Real Bosco di Capodimonte, grazie alla collaborazione con il direttore Sylvain Bellenger.

Tre sono gli spettacoli previsti per il primo giorno di programmazione e, seppur lontani nella loro diversità, essi colgono i valori che contraddistinguono la direzione artistica di Ruggero Cappuccio: contemporaneità e varietà, nelle forme d’arte e nella loro fruizione.

L’apertura è affidata a Lina Sastri, che porta al Campania Teatro Festival in prima assoluta, nel Cortile della Reggia di Capodimonte alle ore 21, La mancanza. «Una sceneggiatura, integrata da stralci di racconto per un corto dedicato a mio fratello morto di Covid nel gennaio del 2020 – racconta Lina Sastri, autrice e interprete – Era malato da tempo e le sue basse difese immunitarie non hanno retto all’assalto del virus che lo ha portato alla morte». Il dolore lascia spazio alla nostalgica tenerezza del ricordo, rievocando le passeggiate al crepuscolo sul lungomare di Napoli. Continua la Sastri: «Si racconta la storia di un uomo che ha amato la vita, l’arte, la bellezza e di come il vento furioso del Covid che ha colpito tanti di noi lo abbia trasportato in un ospedale dal quale non è più uscito». In scena sarà protagonista anche la musica, con Ciro Cascino al pianoforte e Gennaro Desiderio al violino. «La musica che ogni tanto spezza o commenta la lettura è quella di Mozart, che lui molto amava» – conclude l’attrice.

Sempre a Capodimonte si apre con debutto assoluto anche la sezione Osservatorio. Nelle Praterie del Gigante, alle ore 19, sarà in scena Amleto principe di Airola, un progetto di CCO – Crisi come opportunità che nasce grazie al Laboratorio di Teatro permanente nell’IPM di Airola, a cura di Luca Caiazzo, Pino Beato, Lello Genovese e Fabrizio Nardi, con la collaborazione artistica di Alessandra Asuni. Tratto da Amleto di Poggioreale, il testo è riadattato da Maurizio Braucci e vedrà in scena i ragazzi dell’Istituto Penale per minorenni di Airola e le studentesse dell’I.I.S. A.M. De’ Liguori di Sant’Agata de’ Goti. I personaggi shakespeariani lasciano la lontana Danimarca per calarsi nei luoghi e nelle vie della Campania, dove la vicenda di Amleto viene rivisitata tra tradizione e contemporaneità. «Il lavoro sul testo è stato realizzato in un dialogo creativo con i detenuti, ricucendo sulle loro esperienze il dubbio amletico sulla vendetta» – racconta Maurizio Braucci. La vera sfida di questo progetto è stata allenare all’empatia, parlare ai rispettivi fantasmi e interpretare qualcosa di diverso dal personaggio nel quale spesso si è costretti a convivere».

Un altro appuntamento della giornata inaugurale è previsto al Museo Nazionale Ferroviario di Petrarsa. Alle ore 21 verrà proposto il docu-film Autobus 2857, prodotto dalla Fondazione Campania dei Festival e con protagonista Vinicio Marchioni, presente alla proiezione. La regia è di Nadia Baldi che, con Benedetta Palmieri, firma anche la drammaturgia. Le voci sono di Antonella Ippolito e Davide Paciolla. Le musiche, composte da Ivo Parlati, verranno eseguite dal vivo dallo stesso Parlati alla batteria, Dario Zeno al pianoforte, Roberto Schiano al trombone e Matteo Pezzolet al contrabasso e basso elettrico. L’evento, gratuito su invito, sarà preceduto da due visite guidate (19.30 e 20.30) nei luoghi in cui il documentario è stato girato.
Autobus 2857 racconta il coraggio di una donna che, con un atto straordinario ma semplice, riscrisse la storia. Il primo dicembre del 1955, a Montgomery, in Alabama, Rosa Parks si rifiutò di cedere il suo posto a un passeggero bianco sull’autobus numero 2857, seppure lo imponesse la legge. È in virtù di quel gesto che la comunità afroamericana cominciò la sua lotta contro le discriminazioni razziali negli Stati Uniti. Ricordare, oggi, è doveroso e necessario. Autobus 2857 vuole essere un docu-film per il teatro che attraversa gli accadimenti e ne fa un’analisi crudele, ma dal sapore poetico.

Durante tutto il Festival sarà possibile visitare la mostra Human rights?, in esposizione nel Viale del Gigante e nel Cortile della Reggia di Capodimonte dal 10 giugno al 12 luglio, a cura di Romeo Civilli, il fotoreporter salernitano che unisce la passione per i viaggi con l’arte della fotografia e li rende strumento di attivismo sociale. Racconta: «Le foto che presento in questa esposizione sono solo una parte dei reportage che ho realizzato in giro per il mondo, trattando problemi quali i campi profughi Saharawi, il lavoro minorile in Ghana, donne e bambini affetti da albinismo in Uganda, spose bambine, Dalit, ragazzi di strada, profughi Rohingya in Bangladesh. Con l’augurio che la Dichiarazione Universale dei Diritti umani diventi una realtà».

Si ringraziano gli sponsor dell’edizione 2022 del Campania Teatro Festival: AmiCar, Antonino De Simone, Aulentissima, Enel, Frecciarossa, Le Zirre Napoli, M.Car, Unicredit.

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