CAPRI – Due pionieri ottocenteschi dell’inclusività; un luogo simbolo delle identità non binarie; tre rendez-vous per ridare voce ad artiste del XIX secolo vittime di discriminazioni di genere. Tutto nello spirito, e nello stile, della Capri dell’Ottocento tra luce naturale, giardini freschi, pensieri liberi e personaggi illuminati.

Come Henry e Mary Wreford, i fratelli inglesi che hanno ispirato la creazione di Capri Art*. Il primo, arrivato sull’isola a metà dell’Ottocento, fu uno scrittore e giornalista corrispondente dall’Italia per il quotidiano The Times. Le sue cronache progressiste, così come quelle della sorella che fu tra le prime donne corrispondenti estere del giornalismo vittoriano, contribuirono a raccontare un’Italia nuova fatta di relazioni e vicende politico-culturali connesse a visioni anticonvenzionali attente al gender claim che ora si scopre anche grazie ai materiali emersi dall’archivio Wreford.

Sulle tracce della loro eredità culturale – che faceva della libertà di essere la chiave per aprire porte di ville e giardini incantati ad artisti e intellettuali di tutta Europa – il direttore artistico di Capri Art* Mauro Gioia ha costruito un programma di tre giorni nel quale artisti internazionali compiono un percorso di ritorno a Capri e al suo passato illuminato.

Si parte il 16 settembre con il concerto Music and Silence un tributo a Mary Wreford sulle note di Auguste Holmès, Fanny Mendelssohn, Mél Bonis, Clémence de Grandval, Emilie Mayer, Amanda Maier, e Rebecca Clark, compositrici di metà Ottocento finalmente riportate in vita attraverso l’esecuzione della loro musica dal Quartetto di archi Ombra felice di Béatrice Muthelet, Clèment Noel, Anne-Elsa Tremoulet e Jerome Le Franc. E venerdì 17 settembre torneranno in vita per una notte anche alcuni magnetici personaggi del XIX secolo caprese. Verranno evocati, in una seduta spiritica artistica, e si materializzeranno nelle musiche e nelle parole di Peter von Pohel e Marie Modiano nello spettacolo Ballad of the Spirits. L’ultimo atto, sabato 18 settembre, è dedicato a Charlotte Cushman, iconica attrice statunitense che a metà dell’Ottocento creò a Roma una feconda comunità di artiste. Donna coraggiosa ed anticonvenzionale che a metà Ottocento pretese ed ottenne di essere pagata come gli uomini. A raccontarla, in un reading di lettere e memorie, sarà l’attrice Fabrizia Sacchi accompagnata dal Quartetto Ombra felice.

A completare il concept di Capri Art*, oltre ai due pionieri Wreford e ai tre rendez-vous, c’è infine Villa Lysis, luogo simbolo dell’isola e dell’immaginario ottocentesco. Candida e dorata, arroccata sotto la tiberiana Villa Jovis e poi a picco sul mare, la residenza fu voluta dal barone Fersen come luogo di libertà dedicato alla “giovinezza dell’amore”.

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