Mccurry

NAPOLI – Dai colori dell’India al bianco e nero del Medioriente, dall’Africa al Tibet, fino a New York. Steve McCurry, il maestro degli sguardi, dei volti, dei particolari, uno dei più grandi della fotografia del nostro tempo, autore della celebre foto della “Ragazza afghana”, racconta la sua vita, i suoi viaggi e le persone che ha incontrato nei suoi 30 anni di carriera.

E lo fa a Napoli, nella città a suo dire più affascinante d’Italia, forse del mondo, poetica e unica, che ospiterà fino a febbraio del 2017 la mostra “Senza confini”, in scena al Pan – Palazzo delle Arti, realizzata in collaborazione con Civita e SudEst57. Una grande retrospettiva sul lavoro del fotografo e sul suo percorso di vita. “Mi piacerebbe tornare per un reportage”, ha spiegato McCurry.All’inaugurazione, oltre al fotografo, ha partecipato l’assessore alla Cultura di Napoli, Nino Daniele, che ha sottolineato il legame sottile tra il maestro della fotografia e la città.Le foto in mostra, nell’allestimento creato ad hoc da Peter Bottazzi, raccontano un percorso: da una selezione di bianco e nero dei suoi primi scatti in Afghanistan, quando nel 79 immortalò i mujaheddin ribelli contro l’invasione russa, passando per il crollo delle Twin Towers e il Giappone dopo lo tsunami, fino ai più recenti. Percorso raccontato durante l’incontro pubblico al Maschio Angioino con Roberto Cotroneo.Immancabili le immagini di Sharbat Bibi, la celebre “Ragazza afgana” dagli occhi verdi, sia nella sua prima immagine del 1984 (divenuta una delle copertine più famose del “National Geographic” e simbolo dei conflitti afgani), che in quella successiva del 2002, quando McCurry riuscì a ritrovarla.

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