CASALNUOVO (di Chiara Esposito) – “Non me ne vado non è solo una collettiva d’arte, una mostra che abbraccia la scultura, la fotografia e naturalmente la pittura, ma è soprattutto uno stato d’animo, una scelta” : queste le parole d’apertura di Mariachiara Leone, moderatrice del vernissage tenutosi lo scorso pomeriggio a Palazzo Lancellotti a Casalnuovo.

Per il secondo anno consecutivo prende infatti vita la mostra d’arte organizzata e sostenuta da Ferdinando Sorrentino, finanziatore e amatore d’arte, che dopo il successo dello scorso anno a Napoli, quest’anno ha deciso di coinvolgere giovani ragazzi talentuosi appena usciti dall’Accademia delle Belle Arti o ancora frequentanti.

Di fatti si tratta di una mostra under 30, realizzata proprio per dare spazio ai giovani e alla loro creatività.

“Voglio che i ragazzi abbiano sogni e obiettivi da coltivare” afferma infatti Sorrentino, aggiungendo : “credo ci sia un sentimento, una speranza, un emozione dietro ogni singola tela”.

Il titolo del vernissage è poi emblematico. In un epoca ma soprattutto in un territorio, quello napoletano, in cui per gli artisti è sempre più difficile trovare lavoro e guadagnarsi da vivere appunto con la propria arte, il messaggio che la mostra vuole trasmettere è proprio quello di non arrendersi mai e continuare a insistere, senza andare altrove.

“I napoletani non devono andarsene” commenta infatti Eduardo Vitali, presidente dell’associazione Onlus “La casa del sorriso”, una struttura che offre accoglienza a tutte le persone non napoletane che assistono i propri familiari malati in cura presso gli ospedali della città. Raccontando la propria esperienza personale, non priva di difficoltà e ostacoli, la presenza di Vitali è stata significativa nel rafforzare quegli stessi ideali di perseveranza, dedizione, impegno e resistenza che le opere degli artisti partecipanti vogliono infondere all’osservatore.

Non sono mancati momenti di ilarità durante il corso della manifestazione. A tal proposito l’intervento del docente dell’Accademia delle Belle Arti è stato ironico ed illuminante allo stesso tempo. “Bisogna uscire per poter tornare” ha di fatti sostenuto il professore, contraddicendo l’idea dell’organizzatore stesso dell’evento, affermando che avrebbe preferito intitolarlo “Vado e torno”, per esprimere al meglio l’esigenza di sperimentare altrove per poi tornare a Napoli con un importante bagaglio di esperienze.

Presenti alla cerimonia anche il sindaco di Casalnuovo, entusiasta per il risultati raggiunti, e il maestro Mario Borrelli, che proprio a quest’ultimo ha voluto donare un’opera da lui realizzata per ringraziarlo della sempre cordiale disponibilità nell’accogliere iniziative di tal genere.

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