CASERTA (di Mariapia della Valle) – Gemitaiz arriva alla Reggia di Caserta per la penultima tappa del “Elsewhere live tour 2026”, con cui ha girato tutta Italia.
Il tour, che concluderà a Milano, prende il nome dal suo ultimo album che propone inediti e alcuni suoi brani storici “ri-arrangiati” con musicisti. Il pubblico lo acclama a gran voce, e alle ore 21.28 il rapper romano sale sul palco.
“Davide, Davide” continua il suo pubblico, lui sorride, interagisce, poi si concentra e parte la musica. Inizia la sua esibizione con dei brani dall’ultimo album, sul palco con lui i musicisti che ci tiene a presentare, senza attendere fine concerto.
Al violino, Rodrigo d’Erasmo, alle chitarre Frenetik, al basso Orange, al pianoforte Raffaele “Rabbo” Scogna, alla batteria Fabio Rondanini, ai Synth Mixer T.
Interagisce con il pubblico, scherza, con la sua ironia pungente e “romana”, brano dopo brano arriva a brani storici.
Lui continua a presentare brevemente i brani, scherzando con il pubblico su quelli più vecchi chiede “Chi ascoltava Gemitaiz nel 2018?” E ancora nel 2013, dal pubblico si va per alzata di mani, ma quando partono le note tutti cantano, ballano i suoi brani.
È un portento Gemitaiz, canta, balla, coinvolge, si ferma per respirare un po’ solo alle 22.48, si ferma per pochissimi minuti, il tempo di presentare “Killer Game” e ancora propone un brano che non portava in tour da dieci anni “se la sai canta con me”, impossibile non cantarla, è un plebiscito su “Forte”.
Momento commuovente il brano in featuring con Primo Brown, talentuoso rapper prematuramente scomparso nel 2016, con cui Gemitaiz aveva rapporti lavorativi e a cui lo legava amicizia e stima.
Si avvicina l’ora di salutarsi, e il pubblico, definito dal rapper stesso, probabilmente il pubblico più caldo del tour, non si “accontenta” chiede ancora l’ultimo brano, il cantante, dopo il doppio bis, saluta Caserta, non prima di aver detto tre cose. Avverte il pubblico che ancora canta “se non fai l’ultima noi non ce ne andiamo” che ne ha già fatte tre, ringrazia il pubblico perché “non è mai scontato per noi andare lontano da casa e trovare tanta gente, stasera poi, in una location suggestiva”.
Chiede un grande applauso a chi lavora dietro le quinte. La terza cosa che deve dire è “facciamo l’ultima” ed è davvero l’ultima. Gemitaiz, i musicisti si abbracciano, salutano il pubblico con un inchino, degno di un’orchestra.
Davide De Luca, come all’anagrafe del rapper capitolino, ha all’attivo più di 20 anni di carriera nel rap, quando questo genere musicale non era “mainstream”, nel suo live dimostra quanto si possa evolvere, con la ricerca, avvicinandosi alla musica, allo studio degli strumenti, alla vocalità e, come, nello stesso modo possa essere preponderante quella certezza di avere davanti un rapper che ha scardinato l’anima più profonda di questo genere. Autotune? Non pervenuto.














