Venerdì 8 maggio, alle ore 18.00, presso il Forum dei giovani di Cava de’ Tirreni (Sa) in Viale Crispi 1 (Villa Comunale), sarà inaugurata la mostra “Se un giorno il silenzio. Immagini che raccontano il tempo sospeso della pandemia”, del fotoreporter ANSA Cesare Abbate.
L’esposizione – composta da 15 fotografie in bianco e nero – è a cura di Ileana Bonadies, organizzata sinergicamente da Portici Science Cafè, Scientia, Forum dei giovani di Cava de’ Tirreni, Libreria Centopagine e Rete caffè scientifici italiani, e rientra tra gli eventi del Festival dello Sviluppo Sostenibile 2026 promosso da ASviS.
Visitabile dall’8 al 15 maggio 2026 (tutti i giorni dalle ore 9 alle 13 e il mercoledì e la
domenica anche dalle ore 17 alle 21, ingresso libero), la mostra propone un percorso visivo simbolo dei mesi di lockdown a Napoli e, soffermandosi su dettagli e particolari in grado di enfatizzare gli aspetti umanamente più rilevanti e quelli socialmente più impattanti declinando la grande storia collettiva attraverso piccole storie individuali, mira a tessere una memoria dell’eccezionale periodo storico vissuto, in grado di travalicarne la fugacità e proporsi quale archetipo narrativo di ogni condizione di isolamento, fisico e metaforico, in cui può imbattersi una comunità e/o i suoi singoli individui.
In occasione del vernissage, l’analisi critica del racconto per immagini nonché degli aspetti universali ad esso correlati sarà affidata all’antropologo prof. Paolo Apolito che nel merito afferma: “Sono colpi di scalpello queste foto. Parlano. Mute, parlano. Le loro parole non passano per le orecchie e solo parzialmente per gli occhi. E non appena arrivano dentro, si fissano alla coscienza come viticci, si fanno emozioni.”
Cesare Abbate
Napoletano, classe 1967, lavora sin da giovane nel campo dell’informazione e della comunicazione in qualità di fotogiornalista collaborando con le maggiori agenzie di stampa italiane ed europee. Dal 2003 è corrispondente per l’ANSA.
Ospite di diverse mostre collettive e già autore di una personale, nel 2008 ha vinto il premio giornalistico nazionale “Giornalisti e Società” nella sezione “Obiettivo uomo”
dedicata alla miglior foto in grado di esprimere un gesto di solidarietà umana.
Pubblica regolarmente su quotidiani e riviste italiane e internazionali.
















