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NAPOLI (di Fosca Tortorelli)-  Il Napolifilmfestival, festival cinematografico nato nel 1996 ad opera dell’Associazione Culturale Napolicinema, è arrivato alla sua 19esima edizione e la manifestazione, patrocinata dal ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Regione Campania, Comune di Napoli, Istituto Cervantes Napoli, Goethe Institut Neapel, il Grenoble Français di Napoli, vede il Cinema Hart di Via Filangieri come nuovo quartier generale dell’evento.

Il festival è sicuramente cresciuto nel corso degli anni, così come è cresciuta l’offerta culturale della città di Napoli, in cui si respira sempre di più un’aria internazionale che inizia finalmente a coglierne le pecurialità, derivanti soprattutto da un profondo legame con la storia e la tradizione che permea la realtà napoletana.

Anche quest’anno il festival presenta un programma davvero denso e ricco di eventi (disponibile sul sito www.napolifilmfestival.com), tante le proiezioni opportunamente suddivise in sezioni specifiche e gli “Incontri ravvicinati”, momenti programmati in cui è possibile interagire con personaggi dello spettacolo che, nella stagione cinematografica appena trascorsa e in corso, hanno realizzato e/o interpretato opere di successo.

Tra i diversi eventi e concorsi, va evidenziata la sezione Schermo Napoli (Corti, Doc e Scuole), curata da Giuseppe Colella, durante la quale saranno proposti ben 37 titoli.

Per Schermo Napoli Doc concorreranno 13 titoli, divisi quest’anno tra documentari brevi e lunghi, che verranno proiettati nel Cinema Hart e che saranno giudicati dal giornalista Stefano Amadio, dal regista Mario Martone e dal musicista e produttore Davide Mastropaolo.

Tra i diversi documentari in concorso va senza dubbio menzionato ‘A Faccia, il film documentario che vuole raccontare l’altra faccia di Napoli e che verrà proiettato il prossimo sabato 30 settembre alle ore 16:30 presso il Cinema Hart.

Un documentario che racconta di una Napoli operosa, dove lo spirito di gruppo e di collaborazione mira al progresso culturale della città. Fabrizio Livigni, giovane regista di nascita partenopea, sceglie i Quartieri Spagnoli di Napoli, da sempre considerati tra le aree pericolose della città, individua come punto di forza e di partenza il restauro del famoso murale di Maradona da parte dell’artigiano Salvatore Iodice, una sorta di metafora della rinascita del quartiere. Una narrazione reale, dove non servono troppe parole o artifici, ma dove il racconto del quotidiano e l’estemporanea impulsività del popolo partenopeo si disvelano con naturalezza.

Al centro del documentario ci sono gli abitanti impegnati a rendere i Quartieri un posto migliore, una parte di città che lavora e che costruisce sull’impegno sociale il proprio futuro, dove la creatività, l’educazione e la solidarietà sono sinonimo di crescita culturale e di volontà di cambiamento.

Un’occasione per leggere la città di Napoli da un punto di vista diverso, lontano dai soliti stereotipi che spesso i media vogliono restituire.

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