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SAN GIORGIO A CREMANO- Il grande cinema e i grandi ospiti sono di casa a San Giorgio a Cremano, nell’ambito della rassegna “Cinema intorno al Vesuvio”, organizzata dall’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Giorgio Zinno e dall’Arcimovie. Nell’arena di Villa Bruno torna, dopo anni di assenza Renato Carpentieri, attore e regista di fama nazionale, e grande estimatore di San Giorgio a Cremano. Carpentieri sarà presente mercoledì 18 luglio alle ore 21.00, insieme a  Lorenzo Marone, prima della proiezione del film “La tenerezza”,  di Gianni Amelio, vincitore del Nastro d’argento come miglior film dell’anno.

“La presenza di Renato Carpentieri – afferma il sindaco Giorgio Zinno –  è particolarmente gradita perchè il maestro  è un grande amico della nostra città che ha sempre riconosciuto come culla della cultura vesuviana. Nel 1995 infatti  diresse ben due laboratori teatrali in città: “Il giardino del teatro” e “Il teatro del fuoco”, insieme a Giulio Baffi. Da quei laboratori sono emerse personalità del teatro e volti del cinema e della tv. Dopo Toni Servillo, Enzo De Caro e altri attori e registi pluripremiati, accogliamo nel nostro palazzo della cultura il vincitore del Nastro D’Argento come miglior attore protagonista, offrendo non solo ai sangiorgesi  ma anche ai cittadini dei comuni limitrofi un evento di alto valore artistico”.

Ne “La Tenerezza”, vi sono sentimenti che si incrociano tra il sorriso e la violenza. Un padre e i suoi figli non amati, un fratello e una sorella in conflitto, una giovane coppia che sembra serena. E i bambini che vedono e non possono ribellarsi. La storia di due famiglie in una Napoli inedita, lontana dalle periferie, una città borghese dove il benessere può mutarsi in tragedia, anche se la speranza è a portata di mano.

Nel cast Elio Germano, Giovanna Mezzogiorno, Micaela Ramazzotti, Greta Scacchi, Renato Carpentieri, Arturo Muselli, Giuseppe Zeno, Maria Nazionale.

 Anche questa sera, martedì 18 luglio,  in occasione della proiezione del docu-film “Le cose belle”, saranno presenti in platea il regista Giovanni Piperno e il presidente della Fondazione Premio Napoli Domenico Ciruzzi che, come lui stesso ha dichiarato ” E’ la  pellicola più premiata nel 2014 che racconta l’evoluzione, in una  visione inedita della città, lontana dai ‘racconti di camorra’, di quattro piccoli grandi eroi delle periferie”.

Ne “Le Cose belle” si assaporano la fatica e la bellezza di crescere al Sud. Quella di Adele, Enzo, Fabio e Silvana, raccontati in due momenti fondamentali delle loro esistenze: la prima giovinezza e l’inizio dell’età adulta, in un film che mescola il tempo della vita ed il tempo del cinema.

Quando nel 1999 Agostino Ferrente e Giovanni Piperno realizzarono Intervista a mia madre, un documentario per Rai Tre che voleva raccontare dei frammenti di adolescenza a Napoli, ai loro quattro protagonisti chiesero come immaginassero il proprio futuro: loro risposero con gli occhi pieni di quella luce speciale che solo a quell’età possiede chi ancora sogna “le cose belle” e con quell’autoironia tipica della cultura partenopea che li aiuta a sdrammatizzare, esorcizzare e talvolta rimuovere gli aspetti problematici della vita. Dieci anni dopo i registi sono tornati a filmare i loro quattro protagonisti per un arco di quattro anni: l’auto-ironia ha ceduto il posto al realismo. Alle “cose belle” Fabio, Enzo, Adele e Silvana non credono più. O forse hanno imparato a non cercarle nel futuro o nel passato, ma nell’incerto vivere della loro giornata, nella lotta per un’esistenza, o sarebbe meglio dire resistenza, difficile ma dignitosa: spesso nuotando controcorrente, talvolta lasciandosi trasportare.

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