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NAPOLI – Letter from an imaginary man è un progetto multimediale e un documentario della video artista campana Matilde De Feo  che parla d’amore. Di lettere d’amore. Il film prodotto nel 2015 torna a Napoli dopo la proiezione al cinema KINO di Roma, il successo al FilmMakerFest di Milano e la partecipazione alla VII edizione di Astra Doc

, rassegna di cinema del reale di Napoli. Letter from an imaginary man sarà eccezionalmente visibile a Napoli gratuitamente, venerdì 25 marzo alle 18.30 e alle 20.30 al cinema Modernissimo in via Cisterna dell’Olio 49/59.  In sala la regista e lo staff presenteranno il film agli ospiti moderati dal critico cinematografico Vincenzo Del Gaudio. Ironico, romantico, intimo e immaginifico, trasversale al tema dell’amore, il lavoro di 40′ oscilla tra il cinema e la video arte, attraversando la video performance. Il film di Matilde de Feo non poteva che tornare a Napoli dopo Milano e Roma che nel cinema più attento ai talenti napoletani della città: il Modernissimo. Sarà la stessa regista insieme al team di ‪#‎letterfrom e al critico Vincenzo Del Gaudio a raccontare la genesi del progetto e a rispondere alle domande del pubblico. In sala sarà possibile acquistare il merchandising per sostenere il progetto. Letter from an imaginary man documenta l’operazione di raccolta e ricerca di Matilde De Feo, partita nel 2012 in seguito ad un episodio personale, di soggetti volontari disposti a leggere la propria lettera e raccontare in video la propria storia. De Feo riprende da sola, con una Canon 5D e l’urgenza di registrare l’incontro con le persone.  Il documentario che scaturisce da 20 ore di girato è, prodotto da Mald’è e Giuseppe Beneduce in collaborazione con Marechiaro Film, con la regia e la fotografia di Matilde De Feo, il montaggio di Alessandra Carchedi, il colore di Simona Infante, le musiche curate da Marco Messina e la musica originale di David Rossato. Il soggetto di Letter from an imaginary man: C’è Mandarino che le lettere d’amore le scrive per lavoro nel suo furgone colorato su una strada provinciale del casertano, c’è una lettera nascosta in una bambola e trovata dal marito dopo la morte della moglie, c’è una storia d’amore conclusa eppure ancora viva nella fisicità di giochi di carta inviati per posta; c’è la corrispondenza che testimonia la prigionia politica di un’attrice cinese che alla fine degli anni ’70 e i primi anni ‘80  amava un intellettuale italiano (parlò di questa storia Tiziano Terzani); c’è una giovanissima donna che associa la depressione del suo compagno al terremoto dell’Aquila. Tra le storie, tutte vere, adoperate in modo artistico, c’è anche la conflittuale relazione giovanile dei genitori della De Feo, che agli occhi della stessa autrice diventa altra da sé, universale, a dimostrazione che realtà e immaginazione si confondono. “E’ tutto un gioco: mescolare la finzione con la realtà, la letteratura con la vita, sottolineando la natura illusoria dell’amore, l’impossibilità di amare senza immaginare. Per amare abbiamo bisogno di oscillare tra realtà e fantasia”, dice De Feo.

Un’opera aperta. Costato circa 40 mila euro, per essere diffuso e distribuito il lavoro ha bisogno di essere sostenuto pertanto è stata elaborata una campagna di crowdfunding svoltasi attraverso la piattaforma Indiegogo, che a fronte delle sottoscrizioni ha corrisposto una serie di ricompense: dallo streaming del documentario, alla pubblicazione sui social di una lettera d’amore, fino alla possibilità di vedersi video-ripresa nello stile del progetto la propria storia o aggiudicarsi una quota in produzione diventando dunque protagonista del lavoro. Letter from an imaginary man è infatti un’opera crossmediale, legata alla partecipazione e alla molteplicità dei soggetti incontrati e dunque un’opera aperta, nel senso già sperimentato da Calvino e Umberto Eco.
La campagna di comunicazione continua sul sito www.letterfrom.it: Matilde De Feo si prefigge di raccogliere attraverso la campagna e i canali di informazione nuove testimonianze che possano contribuire alla realizzazione di un archivio multimediale on line delle migliori storie e/o essere reintegrate in un nuovo montaggio video installativo. Sul sito www.letterfrom.it è possibile richiedere i gadget per continuare a sostenere il progetto.
Anche KINO, sarà possibile acquistare del merchandising in sala per sostenere il progetto.

Il Kino: creato nel 2010 da un gruppo di 54 giovani professionisti del cinema che hanno rilevato una vecchia sala d’essai, ha rivoluzionato in pochissimo tempo il concetto di fruizione del cinema a Roma. Tre anni dopo il Kino ha aperto una sua sede a Berlino, a Neukölln, divenuto un cinema-bistrot di riferimento per filmakers e cinéphile della capitale tedesca. Nell’epoca di Netflix, AppleTv, Youtube e Social Network, Il Kino ha reinterpretato l’idea di andare al cinema, costruendo una fruizione che mette insieme il festival permanente, l’evento “hype”, l’avanguardia tecnologica e la comunicazione a 360 gradi; creando una comunità di appassionati (sia “online” che “offline”) di oltre 30.000 sostenitori, e uno spazio associativo che unisce la condivisione del cinema e la convivialità del mondo enogastronomico. Incontri con sceneggiatori, registi, attori, musicisti, scrittori, proiezioni di film di qualità, feste ed eventi di lancio, serate di approfondimento, contenuti che realizzano un vero e proprio entertainment legato al mondo del cinema.

Matilde De Feo è interprete, regista, operatrice culturale. Si è laureata in regia, con una tesi in teatro e tecnologie, al Dams di Romatre. Si è diplomata all’Accademia d’Arte Drammatica del Teatro Bellini di Napoli, formandosi con Alvaro Piccardi, Paolo Giuranna e inoltre con Giulia Varley, Roberto Lun, Elena Bucci. Ha lavorato in teatro con: Gerard Watkins, Marion Aubert, Guy Delamotte, Renato Carpentieri, Pierpaolo Sepe, Pierre Yves Chapelain e i videoartisti Milica Tomic, Lutz Gregor, Vanessa Beecroft, Paolo Rosa (Studio Azzurro), Silvano Agosti. E’ titolare dal 2003 del progetto mald’è che mette in relazione le arti visive a quelle sceniche.
Con i suoi lavori a cavallo tra cinema, videoteatro, installazione interattive e spettacoli multimediali ha partecipato a festival nazionali e internazionali: Festival del film di Roma, Short film Corner Festival di Cannes, Festival di Volterra, Milano in digitale, Caffè Fandango, Napolifilmfestival, Riccione TTV, 14 Mostra Internazionale di Architettura Biennale di Venezia. Lavora, come docente di teatro e operatrice culturale, e inoltre come doppiatrice di documentari provenienti da tutto il mondo per la Rai, Radio Televisione Italiana.

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