Da Pianura al cuore del Teatro Sannazaro: il ricordo di Luisa Conte nelle parole di Gianni Polverino

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NAPOLI (Di Anna Calì) – Certe storie riaffiorano proprio quando il presente fa più male. Dopo il drammatico incendio che ha colpito il Teatro Sannazaro, simbolo della tradizione napoletana, la memoria collettiva si aggrappa ai volti e ai momenti che ne hanno fatto la grandezza. Tra questi, quello di Luisa Conte, protagonista indiscussa di quel palcoscenico fino al 1994, anno della sua scomparsa.

A riportarla idealmente in scena è un ricordo che parte da lontano, da Pianura, e dalla voce emozionata di Gianni Polverino, amministratore della pagina Facebook “Pianura e dintorni”. Una storia che intreccia passione, talento e un incontro destinato a cambiare un percorso professionale.

Era il 1988 quando Luisa Conte arrivò a Pianura per uno spettacolo estivo all’aperto, esibendosi nella piazzetta Marzano. Tra il pubblico, sotto al palco, c’era proprio lui, Gianni Polverino con la sua macchina fotografica.

“Quella sera ero sotto al palco per scattare, a titolo personale, le foto allo spettacolo e a lei in particolare”, racconta. “Non la incontrai per la prima volta a Pianura. Il primo vero incontro fu dopo, quando le feci una sorpresa grazie alla figlia”.

Tra gli scatti di quella serata ce n’era uno che lo colpì profondamente. “Una foto in particolare mi emozionò tantissimo. Decisi di farne un ingrandimento 30×45, la montai in una cornice e chiamai in teatro per chiedere un incontro con Luisa Conte. Volevo farle una sorpresa”.

A rispondere al telefono fu Brigida Veglia, figlia dell’attrice, allora amministratrice e punto di riferimento del teatro, nonché madre di Lara Sansone. Fu lei a organizzare quell’incontro speciale.

L’appuntamento avvenne nel camerino di Luisa Conte, al Teatro Sannazaro, prima di uno spettacolo. Un momento che Gianni ricorda con emozione ancora viva.

“Non ricordo se fosse prima o dopo una sua esibizione al Sannazaro. Brigida mi accompagnò nel camerino per consegnarle l’ingrandimento. Ero emozionatissimo e impacciato. A quei tempi Luisa aveva a Napoli una grandissima popolarità, e stare solo con lei nel camerino fu un momento particolare”.

Fu l’attrice a rompere il ghiaccio. “Lei capì la mia emozione e incominciò a chiacchierare con me come se ci conoscessimo da tempo. Mi fece subito i complimenti per la foto: se ne innamorò all’istante”.

Quello scatto trovò posto sulla parete del suo camerino, dove è rimasto per anni. Oggi, dopo l’incendio, resta un interrogativo doloroso: quel camerino si sarà salvato?

La fotografia divenne l’immagine ufficiale che Luisa Conte regalava con autografo e dedica.

Dopo quell’incontro, per un paio d’anni, Gianni Polverino divenne il fotografo di scena del Teatro Sannazaro.

“Mi appostavo in tanti angoli diversi del teatro: platea, galleria, palchetti, dietro le quinte. Realizzavo i servizi fotografici con discrezione, spesso in mezzo al pubblico. Fu un’esperienza incredibile”.

Le sue foto documentavano gli spettacoli per agenzie, giornali e televisioni, ma costituivano anche un archivio prezioso. “Le riprendevano dopo diversi anni, quando replicavano le stesse commedie, per rivedere gli abiti di scena utilizzati in precedenza. Tante foto poi le compravano gli stessi attori per uso personale”.

In quegli anni conobbe da vicino molti protagonisti del teatro napoletano: Enzo Cannavale, Giacomo Rizzo, Gigi Savoia, Gianni Parisi, Oscar Di Maio e Oscarino Di Maio. “Ho conosciuto tanti attori, ero diventato ormai uno di loro”.

Oggi, mentre Napoli guarda con sgomento alle ferite del suo storico teatro, la memoria di Luisa Conte torna viva anche grazie a questa storia nata a Pianura. Una fotografia scattata sotto un palco di quartiere è diventata simbolo di un’epoca, di un teatro, di una donna che ha segnato la scena partenopea.

Perché le fiamme possono distruggere mura e scenografie, ma non possono bruciare i ricordi. E da Pianura al Sannazaro, il volto di Luisa Conte continua a vivere, custodito negli scatti, nelle cartoline autografate e nel cuore di chi l’ha conosciuta da vicino.

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