Cosa resta di un corpo quando viene ridotto a simulacro, a statua di gesso, a dogma o a condanna eterna? Martyria – rassegna ideata da Antonio Mocciola – spazza via l’iconografia edulcorata dei santini per restituire il sangue, la carne e il peso specifico del sacrificio. Il martirio, qui, non è l’ascesa ordinata verso il cielo, ma un corpo a corpo violento con la terra, con la politica, con i legami di sangue e con i propri tabù.
Nello spazio intimo e viscerale dello Spazio Z.e.n. Art Hub di Napoli, quindici voci si spogliano della propria leggenda per raccontare l’istante preciso in cui la biografia si fa tragedia. Figure centrali della devozione e del mito si alternano a cortocircuiti spiazzanti, esplorando le diverse incarnazioni del supplizio.
I martyria erano edifici di culto monumentali o cappelle edificate nel cristianesimo antico sopra la tomba di un martire o nel luogo in cui era avvenuto il suo supplizio. Hanno svolto un ruolo centrale nell’architettura paleocristiana e nella transizione verso la nascita delle grandi chiese medievali
“Noi li vediamo dipinti, chiusi in bacheche, circondati da ex voto, assediati da stormi di pellegrini distratti, fotografati e condivisi come fossero piatti di carbonare. Ma prima di essere santificati, sono stati uomini e donne, coi loro limiti, le loro contraddizioni, le loro ambiguità. Ne ho scelti dieci, cesellandone dieci ritratti forse irriverenti, di certo liberi da condizionamenti religiosi (che non ho), e probabilmente aderenti a quello che in fondo erano: dei rivoluzionari. Ogni mese, allo Studio Z.e.n Art Hub di Napoli, ve ne mostrerò uno, per una rassegna che ho chiamato “Martyria” e che spero possa offrire uno sguardo più laico e più “umano” su icone troppo spesso venerate pigramente “sulla fiducia” e senza essere davvero capite” (Antonio Mocciola)
IL CALENDARIO E LE VOCI DELLA RASSEGNA 1
19 settembre | SAN GENNARO (“’O sanghe”) – con Giuliano Del Gaudio. Si apre con il sangue identitario e viscerale del patrono di Napoli, simbolo di un legame indissolubile tra miracolo e popolo.
24 ottobre | SAN FRANCESCO (“Toglietemi tutto”) – con Tommaso Sepe. La spoliazione radicale del Poverello d’Assisi, spogliato di ogni ricchezza terrena per abbracciare una nudità che è rivolta pura.
21 novembre | SAN GREGORIO (“San Satana”) – con Nico D’Agostino, con la partecipazione di Connie Amirante. Un viaggio sulfureo e spiazzante ai confini tra luce e ombra, in un cortocircuito di grande impatto emotivo.
19 dicembre | SANTA RITA (“La sposa”) – con Antonia Esposito. Il sacrificio materno e spietato di una donna che attraversa il dolore coniugale e spirituale facendosi ferita viva.
23 gennaio |SAN LORENZO (“L’ultimo desiderio”) – con Matteo Monteforte. La graticola e l’ironia feroce di un martire che sfida i suoi carnefici persino nel momento supremo della tortura a fuoco lento.
27 febbraio |SAN SEBASTIANO (“Il soldato di Cristo”) – con Michele Pedata. Il confine del sacro si allarga alle frecce e a un erotismo negato e trasfigurato, tra carne trafitta e bellezza marmorea.
27 marzo |SANTA GEMMA GALGANI (“La violenza del tuo amore”) – con Antonella Formisano. La mistica visionaria e febbrile di una santa giovane, consumata da una passione divorante e dolorosa.
24 aprile | SAN DISMA (“Golgota”) – con Gaetano Marsico. Il ladrone pentito, il primo a entrare in Paradiso accanto al Cristo, che racconta il Calibro estremo della redenzione dell’ultimo secondo.
22 maggio | SANTA TERESA BENEDETTA DELLA CROCE (“Mi chiamavo Edith Stein”) – con Sarah Falanga. La filosofa carmelitana, ebrea convertita, che affronta il buio della Shoah offrendo la propria intelligenza e il proprio spirito come estrema testimonianza.
26 giugno | SAN GERARDO MAIELLA (“Calor bianco”) – con Andrea Cancelliere. Il santo protettore delle madri e dei bambini, racchiuso in una dimensione di fuoco interiore, purezza e febbrile dedizione.

















