CASALNUOVO (di Chiara Esposito) (Foto Casalnuovo.net) – Bagno di folla questa mattina per la presentazione del nuovo libro della celebre scrittrice Dacia Maraini, intitolato “Corpo felice. Storia di donne, rivoluzioni e un figlio che se ne va”.

L’evento, tenutosi a Casalnuovo, è stato ospitato nella biblioteca sociale Giacomo Leopardi, fondata da Giovanni Nappi, ideatore anche del premio letterario “Una città che Scrive”, nell’ambito della mostra “una città che scrive…L’infinito”, che celebra il bicentenario della poesia.

“Questo non è un romanzo. È un insieme di riflessioni”. Così introduce al pubblico il suo nuovo capolavoro Dacia Maraini. “Le nostre esperienze ci portano a riflettere su questioni universali. Il libro parte da un fatto personale che è la perdita di un figlio, che per me è stato importante e mi ha spinto a riflettere sulla maternità. Questo figlio morto a sette mesi, con l’immaginazione l’ho fatto vivere”.

Donna e maternità quindi le protagoniste indiscusse del romanzo, maternità che “è un fatto naturale ma anche culturale”, afferma la Maraini. “Spesso la donna identifica la maternità, che è un dono, come un sacrificio, sentendosi in colpa nel dedicarsi alla propria professione. Per l’uomo invece non è così, è abituato a pensare che la sua professione sia più importante di tutte”.

In merito ai paragoni proposti dalla moderatrice riguardo la similarità del tema col medesimo trattato da Oriana Fallaci in “Lettera a un bambino mai nato”, le riflessioni della scrittrice sono state poi tanto argute quanto illuminanti. Per l’autrice, tanti sono stati i libri ispirati dalla questione della maternità poiché “la storia appartiene a tutti.” Tuttavia, “l’importante è lo stile, e lo stile non si copia. Siamo tutti esseri umani ma l’impronta è diversa.”

Durante il dibattito con i lettori, al termine della presentazione, non sono mancati riferimenti a tematiche importanti come quella del femminismo e del femminicidio.

“Il femminismo come ideologia e come utopia non esiste più, ma la prassi rimane. In realtà è importante che ci sia un lavoro sulla protezione dei diritti civili, per cui è importante che siano coinvolti anche gli uomini” ha affermato la Maraini, sostenendo invece che “il femminicidio deriva da uno dei mali arcaici ancora presente nella nostra società che è la proprietà”.

Un incontro dunque stimolante, coinvolgente ed eccezionale per la cittadina di Casalnuovo, che ha avuto l’onore di poter conoscere la famosissima e allo stesso tempo incredibilmente umile e disponibile Dacia Maraini, emblema della letteratura italiana del novecento, simbolo di una cultura nazionale che dimostra di essere sempreviva ,ovunque, anche in una piccola provincia come quella di Casalnuovo.

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