NAPOLI – In scena sabato 5 febbraio, alle 19,00, al Teatro Area Nord, lo spettacolo “E.C. – Cadute verso l’alto”, testo scritto da Fabio Pisano, regia e voce narrante di Lello Serao, ballerini interpreti Stanislao Capissi, ballerino del Teatro di San Carlo, e Guglielmo Schettino.

L’allestimento scenico è a cura del corso di scenografia dell’Accademia di Belle Arti di Napoli con il coordinamento del professore Tonino Di Ronza; le videoproiezioni sono a cura di Livia Ficara, Rossana Giugliano, Rossella Coppola e Dario Pererano, laureati all’Accademia di Belle Arti di Napoli. Datore luci Mattia Santangelo, video e fonica Salvatore Fiore. Ideazione e ufficio stampa Diletta Capissi.

L’allestimento della mostra delle opere di Emanuele Capissi è realizzato da Ivan Gordiano Borrelli e Livia Ficara.

Nel video e nell’immagine della locandina c’è un ritratto di Emanuele estratto dalla installazione “ReIngres” realizzata da Franz Cerami esposta in un Museo di San Pietroburgo.

Lo spettacolo sarà preceduto dalla lettura di poesie di Claudia Natale scelte dalla raccolta
 “Strane vite, finché non appassiscono le mimose” scritte nel 2007 e dedicate ad Emanuele.

“E.C. – Cadute verso l’alto”è uno spettacolo-perfomance corale dedicato alla giovane vita di Emanuele che un sensibile autore e drammaturgo, come Fabio Pisano, ha saputo narrare cogliendone le diverse e complesse sfumature purtroppo di quel breve percorso di artista in giro per il mondo alla ricerca di un sogno.

Stanislao Capissi, ballerino e cugino di Emanuele, ci conduce con passi leggeri di danza e di musica negli spazi della sua creatività componendo un intreccio tra arte e linguaggio corporeo che svelano parole non dette e intense emozioni, accompagnati dalla voce narrante diLello Serao che scorre lentamente. E’ un viaggio che ripercorre i luoghi abitati da Emanuele, dal teatro Area Nord al Teatro Lirico di Cagliari, da Madrid a Berlino, da Struttgart a Malmö. Partenze e ritorni alla ricerca forse di una dimensione dove potersi riconoscere. E poi un giorno…”E.C. – “Cadute verso l’alto”.

“Per Emanuele

Io Emanuele non lo conoscevo. La notizia mi ha straziato, perché è una tragedia, perché so che anche la mia compagna l’aveva conosciuto e me ne aveva parlato come di un ragazzo perbene, sensibile. Eppure io non lo conoscevo.

Poi quando Diletta mi ha chiesto di scrivere per lui inizialmente ho tribolato. Era una responsabilità enorme, scrivere per qualcuno che non c’è più e farlo senza nemmeno averlo mai conosciuto. Poi Diletta mi ha messo a disposizione suoi scritti, le sue opere, mi ha raccontato chi fosse Emanuele e io questo testo, questa – la definirei quasi – rapsodia, l’ho scritta tirando via dallo sguardo innamorato e ferito di Diletta, dalle dolci parole di Francesca e da tutto ciò che mi parlava di Emanuele, le parole giuste. Perché quando una vita va via così rapidamente, come un velo che si perde irrimediabilmente in una raffica di vento, le parole giuste ci sono, ma sono seppellite sotto lo sgomento, il dolore, la rabbia. E allora io che Emanuele non l’ho mai conosciuto, ma che in fondo l’ho conosciuto nelle parole e nei silenzi delle persone che l’amavano e che lui ha amato, ho avuto braccia e forza per scavare sotto quelle macerie e le ho trovate, o almeno, spero”. Scrive Fabio Pisano, drammaturgo e autore del testo.

“Emanuele lo conoscevo bene, ha lavorato alle scenografie di Museum quando era ancora al primo anno dell’Accademia di Belle Arti – scrive il regista Lello Serao– spesso veniva a trovarmi in Teatro e immediatamente si coinvolgeva in una scenografia da realizzare. Anche due mesi prima dal suo tragico gesto è venuto in Teatro con tante idee e proposte che voleva realizzare, tra cui uno spettacolo sulla sindrome di Tourette. In questo spettacolo-perfomanceabbiamo cercato di mettere assieme alcuni pezzi della sua creatività artistica – anche la mostra allestita negli spazi del Teatro lo testimonia -la mia regia è ispirata a tutto ciò che avrebbe desiderato e sognato di fare, anche grazie al cugino Stani con cui ho condiviso la messa in scena. Il Teatro Area Nord gli ha voluto dedicare questa serata speciale ricordando che fu proprio in questa sala che Emanuele mise in scena, nel 2006, il suo primo spettacolo Brodway Musical in cui era ballerino e regista”.

Tonino di Ronza è stato il professore di scenografia all’Accademia di Belle Arti di Napoli di Emanuele conducendolo fino alla tesi nel 2010. Percorso accademico di cui Emanuele andava fiero. Di Ronza ha aderito fin dall’inizio all’idea della costruzione dello spettacolo coinvolgendo i suoi allievi dell’Accademia, oggi tutti apprezzati professionisti del settore.

Si ringraziano la presidente Rosita Marchesi e il direttore Renato Lori dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, partner dell’iniziativa e per averci messo disposizione il materiale per l’allestimento della mostra.

Inoltre ringraziamo la famiglia di Emanuele per averci messo a disposizione le sue opere.

Lo spettacolo è prodotto dal Teatro Area Nord- Teatri Associati. L’ingresso è consentito solo agli spettatori muniti di super green pass, secondo le disposizioni anticovid.

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