NAPOLI – Individuare e delineare i cambiamenti tecnologici, culturali, organizzativi, sociali, e manageriali alla base della trasformazione digitale in atto, è questo l’obiettivo che anima il nuovo libro di Fabio De Felice e Antonella Petrillo, “Effetto digitale. Visioni di impresa e Industria 5.0”, edito da McGraw-Hill. Sette capitoli in cui attraverso analisi e confronti con alcuni dei protagonisti dei radicali cambiamenti che hanno investito il nostro modo di lavorare, di produrre e condividere valore, la nostra stessa esistenza si parla di Industria 5.0, Tecnologie abilitanti, Intelligenza artificiale, Quantum Computing, Robotica e Bioeconomia nonché degli impatti delle nuove forme di organizzazione del lavoro sul piano sociale, dalla necessità di riformare i percorsi formativi ai pericoli di nuove forme di autoritarismo e disuguaglianza sociale.
Che questi temi non siano appannaggio esclusivo di scienziati o filosofi, ma, piuttosto, che questi siano argomenti che ci riguardano tutti da vicino, lo abbiamo capito sin troppo bene in questi mesi. IL tentativo del testo proposto è proprio quello di coniugare aspetti tecnici legati alla tecnologia, con raffigurazioni e visualizzazioni di cambiamenti connessi al digitale che investono la nostra quotidianità e la trasformazione del mondo che ci circonda.
Il libro sarà presentato il prossimo 10 febbraio alle ore 18,00 presso l’Unione Industriali di Napoli.
Insieme agli autori interverranno Maurizio Manfellotto, Presidente Unione Industriali di Napoli, Paolo Boccardelli, Direttore Luiss Business School, Valeria Fascione, Assessore Innovazione e Start up della Regione Campania, Roberto Pieraccini, Engineering Director Google, Carlo Robiglio, Presidete Piccola Industria Confindustria.
Presenta Federico Monga, direttore de Il Mattino.

“Oggi – sottolinea Fabio De Felice, presidente e fondatore di Protom e docente di Ingegneria degli impianti industriali all’Università di Cassino – stiamo assistendo alla più grande migrazione dell’umanità dallo spazio fisico newtoniano, a quello digitale. Lo abbiamo vissuto sulla nostra pelle durante il lockdown, quando a scuole e uffici chiusi solo chi ha avuto il privilegio di vivere nella “sfera digitale” ha potuto continuare a seguire corsi, sostenere esami, confrontarsi con colleghi, clienti e vendere prodotti. Pertanto che l’innovazione digitale sia distribuita in maniera capillare è una questione di civiltà prima ancora che di opportunità di sviluppo. Sono convinto che oggi l’Italia abbia una grande opportunità da cogliere per proiettarsi verso l’Industria 5.0. Industria che vede una completa compenetrazione tra il mondo fisico digitale e biologico. Dipende da noi. Dipende dal nostro cambiamento culturale di cittadini prima ancora che imprenditori, professionisti ed intellettuali.”.

Accanto ad analisi delle principali tecnologie, sul loro impatto sui processi di produzione e sull’organizzazione del lavoro, il volume è arricchito da intervista ad alcuni dei protagonisti della rivoluzione in corso. Sono stati intervistati: Alberto Baban (Venetwork/Confindustria), Luca Moschini (Laminazione Sottile), Paolo Boccardelli (LUISS), Roberto Pieraccini (Google), Enrico Pandian (frescofrigo), Marco Celani (Italianway), Maurizio Giubilato (Flexsim), Nicolò Nicolosi (Festo), Bruno Siciliano (Università Federico II), Silvia Bordin (InfiniteArea), John Saaty (Decision Lens), Maria Umar (Women’s Digital League).

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